Giulio Pellizzari per prepararsi al Giro ha ritoccato il record di scalata del Carpegna, la salita di casa (lui è di Camerino), la montagna più cara a Marco Pantani: 434 watt, 1744 di Vam (velocità ascensionale media, l’indice delle capacità di uno scalatore).
Il marchigiano della Red Bull Bora-hansgrohe si è raccontato a Repubblica. «Sono un sognatore. Sogno di vincere il Giro, un giorno. È il motivo per cui sono salito su una bici. Ora devo diventare consistente sulle tre settimane». Tre settimane che correrà al fianco di Primoz Roglic. «Ho il privilegio di correre con un campione immenso. Cerco di rubare con gli occhi: come si muove in corsa, la cura che mette nei dettagli. E mi colpisce la sua calma estrema in ogni situazione. Tante tappe mi piacciono: quella degli sterrati a Siena, quella di Castelraimondo, non lontana da casa mia. Il nostro obiettivo è vincere il Giro con Primoz, siamo tutti per lui. Però tre settimane sono lunghe e magari qualche occasione capiterà».
Giulio ha saputo di dover correre il Giro due settimane prima del via. «Saperlo all’ultimo ha il suo fascino. Ti permette di non riempirti la testa di aspettative. La vittoria del Catalunya mi ha fatto salire di livello. Non avevo mai visto un mio compagno vincere una corsa così importante. Mi sono davvero emozionato. Vivo di emozioni, di istintività, di ambizioni. Se togli tutto questo, il ciclismo è solo fatica. Una bellissima, ma immensa fatica».












