Un anno fa Matteo Jorgenson ha vinto la Parigi-Nizza, una sorta di gara di casa. Lui, americano, si è trasferito in Francia da teenager e vive ormai da diversi anni nella Baie des Anges, a due passi da Nizza, e considera la Corsa del Sole la sua preferita. Oggi, Jorgenson torna alla Parigi-Nizza con le stesse ambizioni, affiancato dal compagno di squadra Jonas Vingegaard.
«Cerco principalmente di fare le stesse cose. Seguo sempre il vecchio detto: se non è rotto, non aggiustarlo. L’anno scorso è andata davvero bene e mi sono anche divertito. Mentalmente, sono riuscito a gestire il carico di queste gare, quindi ho deciso di mantenere lo stesso programma per questa primavera».
Jorgenson ha sottolineato come la Parigi-Nizza rappresenti una sorta di test fisico e mentale. «È simile alle classiche, almeno nei primi giorni, il che è positivo. Ecco perché penso che correre il weekend di apertura sia così utile in vista della Parigi-Nizza. Poi, man mano che la corsa procede, la tensione diminuisce e diventa una vera prova di resistenza verso la fine. È proprio questo che aspetto con ansia, gli ultimi cinque giorni».
La vittoria dell’anno scorso a Nizza è stata un momento indimenticabile. «È stato un momento davvero speciale… Il punto più alto di un grande anno per me, e poi è successo vicino a casa. Conoscevo ogni curva del percorso a memoria. Sono emozionato all’idea di tornare e indossare il numero uno per la prima volta in carriera. Spero di vincere. Questo è il mio obiettivo. Ho solo ricordi bellissimi di questa corsa. La adoro, è la mia preferita nel calendario. È una delle più grandi, se non la più grande, corsa a tappe di una settimana. Almeno, io la vedo così, è quella che mi piace di più».
Jorgenson sarà affiancato da Jonas Vingegaard. «Andiamo davvero d’accordo, Jonas ed io. Abbiamo una mentalità molto simile e siamo buoni amici. Penso che correremo davvero bene insieme».














