
Ieri, nel corso della cronometro dell’UAE Tour, Tadej Pogacar ha chiuso al terzo posto, ma ciò che ha attirato l’attenzione è stata la sua posizione in sella. Le immagini e le foto della gara mostrano chiaramente che il fuoriclasse sloveno ha lavorato ulteriormente sulla sua bici da crono, affinando dettagli che potrebbero offrire la differenza nelle prove a tempo.
A primo impatto, le differenze rispetto all’anno scorso sono abbastanza evidenti, specialmente nella parte frontale. Il suo assetto appare più raccolto e integrato, con una posizione più aggressiva e aerodinamica. Analizzando le immagini a confronto, si possono notare cambiamenti significativi che rivelano un’evoluzione mirata a migliorare la sua efficienza e ridurre la resistenza dell’aria.
Pogacar, nuovo assetto più raccolto e compatto
Quest’anno, la posizione di Pogacar sulla bici da cronometro appare più raccolta e compatta, con una chiusura più accentuata dell’angolo tra busto e braccia. Il bacino sembra più avanzato sulla sella rispetto all’anno scorso, riducendo l’estensione delle braccia e aumentando l’integrazione aerodinamica del corpo con la bicicletta. Questo assetto consente una postura più chiusa, potenzialmente vantaggiosa per migliorare la penetrazione aerodinamica. Inoltre, la testa di Pogacar risulta più incassata nelle spalle, con il volto molto più vicino alle mani delle prolunghe.
Altezza del busto e angolazione del dorso
Prendendo in considerazione le immagini dello scorso anno al Giro d’Italia e al Tour de France, il busto di Pogacar risultava leggermente più alto e disteso, con una posizione più aperta. Quest’anno, invece, il dorso appare molto più piatto e parallelo al terreno, segno di una posizione più aggressiva e pensata per ridurre la resistenza dell’aria. Questa modifica potrebbe migliorare l’efficienza aerodinamica e permettere una migliore gestione dello sforzo durante la cronometro.
Inclinazione dell’avambraccio e cockpit
Un altro dettaglio evidente riguarda l’angolazione delle prolunghe del manubrio. Quest’anno, sembrano essere più inclinate verso l’alto, permettendogli di chiudere ulteriormente la posizione e ridurre la resistenza aerodinamica. Questo assetto consente un miglior supporto per gli avambracci e aiuta a mantenere una posizione stabile senza sprechi di energia. L’anno scorso, invece, le braccia erano più distese in avanti, con un’inclinazione meno marcata, suggerendo un’impostazione leggermente più aperta.













