
La federazione ciclistica canadese ha preso una decisione: nelle gare Under 17 e juniores sarà vietato l’uso delle bici da cronometro.
I ciclisti di queste categorie parteciperanno con le normali bici da strada, senza appendici o ruote lenticolari, perché possano gareggiare tutti alle stesse condizioni. L’idea alla base di questa scelta è di non mettere in condizioni svantaggiose chi non può economicamente permettersi l’acquisto di una seconda bici aerodinamica.
I costi del ciclismo, sostenuti dalle famiglie, sono spesso molto alti in questo senso. Per il motivo appena citato, Cycling Canada ha dichiarato di voler «assicurare coerenza, equità, accessibilità, aumentare la partecipazione e l’identificazione dei talenti, migliorare l’efficienza dei trasporti».
Sarà anche più facile individuare talenti, spesso selezionati sulla base dei risultati che possono a questo punto risultare falsati. Secondo uno studio condotto da MyWindsock, i guadagni aerodinamici dati da una bici da crono rispetto ad una semplice bici da strada potrebbero far arrivare due corridori ugualmente talentuosi a decine di posizioni di distanza. Pedalando a 250 watt per 40 chilometri, un ciclista su una bici da strada perderà quasi sei minuti rispetto a un rivale che fa lo stesso su una bici da cronometro.
C’è però un’altra faccia della medaglia a queste motivazioni sicuramente condividibili di Cycling Canada. Cosa succederà quando questa generazione di giovani ciclisti si ritroverà a disputare gare contro il tempo a livello internazionale?
Dalla categoria Under 23 le bici aerodinamiche sono ammesse, ma a quel punto i coetanei in Europa (e non solo) possono raggiungere i numeri dei professionisti nelle cronometro. Come faranno i canadesi ad arrivare allo stesso livello?











