Tour Down Under, il fascino di Willunga Hill

Tour Down Under
Richie Porte ha vinto a Willunga Hill in ben cinque occasioni (foto: Cauld Photo)
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Willunga Hill, quante volte abbiamo sentito il nome di questa salita nel mese di gennaio. Sarà la voglia di vivere il ciclismo, ma ad inizio stagione anche una salita “apparentemente semplice” come questa australiana, ci fa pensare alle grandi scalate dello Stelvio o del Mortirolo. Siamo lontanissimi dalle più importanti ascese alpine e dolomitiche, eppure c’è un fascino particolare che ruota tutto attorno alla “Collina di Willunga”.

Nel caldo dell’estate australe, senza mai dimenticare il vento che da queste parti soffia forte, ecco che il Tour Down Under è pronto a far visita ancora una volta a queste zone così remote ai nostri occhi. Per la prima volta introdotta nel 2012, Willunga Hill è diventata parte integrante della corsa che apre il calendario World Tour, come fosse una Cipressa o un Poggio in una Milano-Sanremo: non se ne può fare a meno.

Qui su ci hanno vinto nomi importanti. Alberto Contador, nel 2005 quando la corsa si chiamava ancora Jacob’s Creek TDU, addirittura André Greipel che nel 2008 sembrava tutto fuorché un velocista, Luis Leon Sanchez, Alejandro Valverde, Simon Gerrans e Richie Porte a ripetizione. Mai un italiano.

Old Willunga Hill è lunga tre chilometri e presenta una pendenza media del 7,4%. Niente di impossibile, per carità, anzi in meno di sette minuti è tutto bello che concluso. I distacchi sono minimi, ma bastano a delineare la classifica della corsa che, ancora una volta, si deciderà su queste strade.

E l’ultimo chilometro, vi assicuriamo, sembra davvero infinito. Prendere la salita a quella velocità e affrontarla con il rapporto lungo, aumenta l’acido lattico nelle gambe dei corridori, che non hanno un secondo di pausa in quei 6 minuti e 40 secondi circa che diventano tutto ad un tratto interminabili.

A fare da contorno alla salita, c’è poi la bellezza dell’Australia. Natura e tifosi che si uniscono e che per una volta l’anno possono godersi il ciclismo, quello vero, quello dei campioni. Dobbiamo essere sinceri, quest’anno non è che di campioni ne siano venuti tanti qui in Australia, eppure c’è grande attesa per la tappa di questa notte. I favoriti? Stephen Williams, che ha già vinto il Tour Down Under lo scorso anno, ma anche Oscar Onley, che ha conquistato Willunga Hill nel 2024 e ne detiene il record di scalata (6’38”). Attenzione poi a Jhonatan Narvaez e Corbin Strong, che si sono fatti vedere nelle prime tappe, e al padrone di casa Jay Vine.

Per quanto riguarda gli italiani, dobbiamo solo sperare in un segnale da Alberto Bettiol e Andrea Bagioli, i nostri punti di riferimento nella corsa australiana. Molta curiosità la abbiamo sui giovani come Francesco Busatto, Alessandro Verre, Giosué Epis e Andrea Raccagni Noviero. Chissà se per loro quella di domani può essere una bella possibilità.