Per Jonathan Milan sarà la stagione del grande debutto al Tour de France. Dal ritiro di Denia, in Spagna, il friulano della Lidl-Trek ha raccontato la sua voglia di ricominciare. Johnny non vede l’ora che arrivi il momento di mettersi alla prova. Il suo programma da qui al Tour de France prevede Volta Valenciana, UAE Tour, Kuurne-Bruxelles-Kuurne, finalmente il debutto sulle strade italiane con Tirreno Adriatico e Milano Sanremo. «Ogni anno riesco a stare col gruppo un po’ di più: ovviamente farò quello che mi dicono dall’ammiraglia ma punto a conservare più energie che potrò sulla Cipressa per averne ancora per rispondere agli attacchi che ci saranno sul Poggio. L’uomo da battere sulla carta è Pogacar, ma non vorrei che ci si dimenticasse di Ganna e del mio compagno Pedersen».
Dopo la Sanremo, nel programma c’è ancora il nord: De Panne, Gand-Wevelgem, Parigi-Roubaix. «Salto il Fiandre per non accavallare troppe gare. Di quelle che faccio quest’anno la corsa che mi si addice di più è la Gand-Wevelgem. La Roubaix fa storia a sé».

Dopo l’inferno del nord un ritiro in altura di tre settimane prima di scendere al Delfinato, tornare in Italia per i campionati nazionali e finalmente assaggiare il Tour de France. «Farò di tutto per presentarmi al top a una corsa come il Tour. Sarebbe bello conquistare la prima maglia gialla, magari arrivandoci in maglia tricolore. Fra l’altro io in quel periodo dell’anno non ho mai corso. Qualcuno dice che agli sprinter non fa poi così bene l’altura, ma io ci sono già stato in passato e non penso che mi farà male. Sogno una squadra e un treno al cento per cento insieme a me. Mads Pedersen? Mi avrebbe fatto piacere averlo con me, ma non sarebbe stato il massimo far lavorare per me un corridore così forte». Il danese negli ultimi cinque anni ha sempre partecipato al Tour, quest’anno sarà invece impegnato nel Giro d’Italia e nella Vuelta a España. Con Milan l’Italia può interrompere il digiuno al Tour che dura dal 27 luglio 2019, quando Vincenzo Nibali conquistò la ventesima tappa – sia pure molto accorciata – con arrivo a Val Thorens.
Milan ha parlato ovviamente anche della pista, «aver potuto chiudere il primo grande capitolo della mia carriera con quel mondiale e con il record è stata una ciliegina sulla torta. Quest’anno però la strada è al primo posto. Ho bisogno di migliorare ancora per le classiche e per inseguire la maglia verde del Tour. Sto lavorando molto sulla forza e l’ esplosività allo sprint, con particolare attenzione ai miei movimenti, devo imparare a muovere meno la testa da una parte e dall’altra, ad essere più aerodinamico. E poi devo tenere di più in salita. Ho sempre usato il 54 come rapporto, ma sto pensando di provare anche il 56. n pista continuerò ad allenarmi quando è possibile, perché il velodromo mi dà una mano importante nel mio percorso per diventare una versione migliore di me stesso».














