Il trionfo di Dagnoni: la sua elezione è un plebiscito

Dagnoni
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Alla fine della mattinata congressuale appare trionfale il successo di Cordiano Dagnoni che oltre alla sua conferma, quasi plebiscitaria, porta a casa i tre vice presidenti e almeno sei dei sette consiglieri eletti. Avrà una maggioranza assoluta. Comprensibile dunque la sua emozione, anche se non riesce a nascondere un briciolo di delusione per la mancata vittoria al primo turno.

Le sue dichiarazioni a caldo sono frammentarie, interrotto continuamente dalle felicitazioni di quanti hanno evidentemente contribuito al suo successo. «Abbiamo fatto molte cose buone – ha affermato – ed è chiaro che continueremo su quella strada, chi governa però va inevitabilmente incontro a degli errori e quelli saranno certamente evitati. D’altra parte a chi dirige capita di sbagliare, l’importante è non ripetere gli stessi errori».

E’ incalzato dalle domande, ma le risposte sono vaghe: troppa è l’emozione ed il piacere di godere il trionfo che è andato oltre le aspettative di molti.

Decisamente ferito Martinello che non si aspettava una bocciatura così clamorosa. «Ho lavorato tanto, ma rifarei tutto quello che ho fatto perché sono convinto di aver agito secondo le mie convinzioni e le mie idee. Ho sbagliato a rivolgermi alle società e non ai delegati? A giudicare dal risultato sì, ma resto convinto che questo tipo di rappresentanza vada rivisto e non ho pentimenti per la mia strategia».

Più serena Daniela Isetti che vedrà scadere a settembre il suo mandato internazionale in seno all’Uci e, dopo questo risultato, si appresta di fatto ad uscire dal mondo federale. «Dopo il primo scrutinio entrambi i candidati mi hanno fatto proposte in cambio del mio endorsement – ha affermato – ma non ho accettato nulla. Mi sembrava giusto rimanere fuori dalla competizione elettorale tra i due. Sono delusa? Sì perché ritengo di essere la più preparata dei candidati nella gestione della macchina federale in virtù della mia storia e mi sarebbe piaciuto un riconoscimento più significativo, ma evidentemente è ancora presto per una donna al vertice della Federazione».

La vittoria di Dagnoni non ammette discussioni. E’ stata una vittoria, netta, schiacciante ed anche se le motivazioni possono essere diverse è innegabile che il consenso ricevuto rende marginale ogni analisi. La base della Federazione, chiamata ad esprimersi, ha promosso a pieni voti l’operato del presidente uscente.

E’ però quanto meno singolare che dopo un quadriennio costellato di polemiche e di lamentele, quella stessa base che lamentava la scarsa attenzione ricevuta dai vertici, abbia espresso un consenso così significativo e plebiscitario proprio nei confronti di quegli stessi vertici.

Gli eletti

Eletti i tre vice presidenti: Stefano Bandolin, Carmine Acquasanta e Saverio Mettis

Eletti i componenti del consiglio federale: Laura Paoletti (in quota tecnici), Fabrizio Corneliani e Maria Giulia Confalonieri (in quota atleti), Giovanni Vietri, Ignazio Saia, Iolanda Ragosta e Sandro Cecchin (in quota affiliati).

Eletto alla presidenza del consiglio dei revisori: Simone Mannelli.

Eletto alla presidenza del tribunale federale, 1ª sezione: Patrich Rabaini.

Componenti tribunale federale, 1ª sezione: Carlo Carpanelli, Mattia Cornazzani.

Eletto alla presidenza del tribunale federale, 2ª sezione: Salvatore Minardi.

Componenti tribunale federale, 2ª sezione: Stefano Gianfaldoni, Giovanni Petrella

Eletto alla presidenza della Corte Federale d’Appello, 1ª sezione: Gianclaudio Festa.

Componenti Corte federale d’Appello, 1ª sezione: Duccio Panti, Massimiliano De Palma..

Eletto alla presidenza della Corte Federale d’Appello, 2ª sezione: Angela Busacca.

Componenti Corte federale d’Appello, 2ª sezione: Emanuela Mirella De Leo, Enrico Bernardi Crocetti.