Tour de France, Pogacar: «Con Remco, Jonas e Primoz abbiamo costruito la migliore era del ciclismo»

Pogacar
Pogacar vittorioso a Nizza (Foto © A.S.O. / Billy Ceusters)
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«Non posso descrivere quanto io sia felice» sono le prime parole di Tadej Pogacar dopo la vittoria della sua 6ª tappa al Tour, la 17ª dal 2020, la 12ª di quest’anno insieme a quelle del Giro, la sua 3ª Boucle e la sua prima storica doppietta che mancava dal ’98 (suo anno di nascita) quando la fece per ultimo Marco Pantani.

«Questo è il primo Tour in cui sono stato completamente fiducioso dei miei mezzi per tutti i giorni. Per esempio, al Giro ho avuto un brutto giorno ma non vi dirò quale. Questo Tour invece me lo sono goduto dal primo giorno fino ad oggi, grazie anche al supporto che ho sempre avuto dalla squadra».

Mai fidarsi di Tadej. Di tutte le vittorie, forse solo della tappa 15 aveva dichiarato di volerla vincere. Tutte le altre invece aveva detto che avrebbe lasciato andare la fuga o che avrebbe corso senza l’obiettivo del successo. Oggi l’ennesima smentita, ma questo Pogacar entusiasma comunque. «È stato bellissimo partire da dove parte la Formula 1, poi ho avuto una piccola scodata a Monaco. In radio mi davano i riferimenti con Remco. Mi sono sempre sentito bene, soprattutto in cima alla prima salita. Nella mia mente avevo una frase di Urska, perché lei odia quando facciamo questa strada per l’allenamento».

Nel 1998 due leggende: una nasceva in Slovenia con il nome di Tadej Pogacar e l’altra vinceva nello stesso anno il Giro d’Italia e il Tour de France, firmandosi con il nome di Marco Pantani. «È incredibile, non ci avevo mai pensato di fare una cosa del genere. Per alcune persone vincere il Giro era troppo facile per me e forse lo sarebbe stato se non avessi vinto il Tour. Ma se io avessi vinto solo il Giro avrei definito questa stagione bellissima. Vincere anche il Tour è di un altro livello e averli vinti entrambi è di un altro livello di quel livello. Sono troppo felice e orgoglioso che ce l’abbiamo fatto. Con Remco, Jonas e Primoz abbiamo costruito la migliore era del ciclismo nelle classifiche generali».

Sappiamo che Pogacar ha il cuore tenero, ma non scordiamoci di quanto sia assatanato. Ha già in mente qualcosa. «Van der Poel sta bene con la maglia iridata, ma quest’anno la vorrei prendere io».