Tour de France, Ciccone: «Assistere agli attacchi di Pogacar e Vingegaard fa male, ma è un onore vivere la loro epoca»

Giulio Ciccone al Tour de France 2024 (Foto ASO Billy Ceusters)
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È stata una tappa dura la numero 11 del Tour de France 2024, ma all’arrivo Giulio Ciccone ha potuto sorridere: quinto con tre posizioni scalate in classifica generale, ora dentro la top10 a 7’36” dalla maglia gialla. «Considerando i tempi che hanno i primi tre o quattro della classifica, posso anche pensare a qualche fuga per salire altri gradini. Abbiamo ancora diverse carte da giocarci e lo faremo sfruttando questa bella condizione».

Il giorno di riposo ha fatto bene a molti: a Philipsen che si è sbloccato e ha vinto, a Vingegaard che è riuscito a battere allo sprint Pogacar e sicuramente anche a Ciccone. «Le mie sensazioni sono migliori rispetto alla prima settimana. La partenza è stata davvero veloce, abbiamo provato ad entrare nella fuga ma presto ci siamo accorti che non sarebbe stata quella la giornata per farlo. Il mio compito era seguire, seguire, seguire».

E Ciccone ha seguito più che bene. «Io sono consapevole dei miei mezzi, lo so che Vingegaard e Pogacar per me sono impossibili da seguire, ma oggi è stata la tappa più dura del Tour fino ad ora e io sto facendo del mio meglio con le possibilità che ho. Come è stato quando Pogacar ha aperto il gas? Diciamo che viverla così da vicino fa più male di quanto si veda in televisione, però vivere quest’epoca con questi corridori è solo un onore per me».