Tour de France, Pogacar: «È una bella vittoria per Vingegaard, siamo sullo stesso livello»

Pogacar in maglia gialla all'undicesima tappa del Tour de France (Foto A.S.O. Billy Ceusters)
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Ha i chilometri del Giro nelle gambe, non si è alimentato a dovere, ha coordinato male i compagni, ne sta soffrendo psicologicamente. Su Pogacar se ne stanno sentendo di tutti i colori, ma la verità è che ha ritrovato un corridore al suo pari che quindi può anche batterlo.

«Come sempre, anche oggi la squadra ha fatto un lavoro davvero molto buono. Sul Pas de Peyrol ho provato ad attaccare ma Vingegaard ha fatto davvero una buona scalata, così siamo arrivati insieme all’arrivo. Ora lo possiamo dire davvero tutti che è in perfetta forma: è andato forte in salita, ha fatto un eccellente sprint dopo una tappa durissima. È stato difficile, ma anche oggi mi sono divertito. Continueremo il Tour in questo modo».

Ad un certo punto si è visto Pogacar richiamare con il dito l’ammiraglia dietro. Si spiega così: «Nella discesa stavo bene, poi in una curva ho un po’ perso la bici e mi sono reso conto che probabilmente avevo speso troppe energie prima della salita finale. Però mi sentivo bene».

Dopo che Tadej ha percorso qualche chilometro all’attacco in solitaria, Jonas Vingegaard si è riportato alla sua ruota e con cambi regolari sono arrivati al traguardo insieme. «Jonas ha affrontato la seconda salita davvero bene, sapevo che in qualsiasi caso sarebbe rientrato. Ho provato a recuperare in prossimità dell’abbuono, ma abbiamo visto tutti che è stato forte anche allo sprint».

Si tratta di una battaglia psicologica persa? «No, no. Io sono partito sulla prima salita, lui è rientrato nella seconda poi ha vinto lo sprint. È una bella vittoria per Jonas, siamo sullo stesso livello. Il vantaggio che mantengo è buono e solido, bisogna portarlo fino a Nizza. Intanto aspetto le tappe sui Pirenei: mi sono allenato più per quelle salite lunghe che per quelle come oggi».