La metamorfosi di Roganti: «Due incidenti mi hanno trasformato da velocista in scalatore»

Roganti
Simone Roganti, vent’anni, è alla prima stagione con la maglia della Mg.K Vis dopo aver trascorso le due precedenti alla D’Amico (credit: Bernardini).

Fino ad un paio d'anni fa, Simone Roganti era un velocista che aveva raccolto diverse vittorie nelle categorie giovanili e che ammirava sprinter come Cavendish e Kittel. Poi, nel giro di qualche mese, la sua carriera ha preso una traiettoria imprevista.
«Prima mi sono rotto il bacino a Castelfidardo, non riuscendo ad evitare un paletto dopo uno scarto improvviso del corridore che mi precedeva, ero a testa bassa e mi sono fatto parecchio male. Dopo due settimane a letto, e dopo aver lentamente ricominciato a camminare con le stampelle, al secondo allenamento su strada mi ha investito una macchina. Ero insieme a Masciarelli, stavamo pedalando in discesa. L'automobilista non ci ha visto e nell'impatto mi sono tagliato i tendini di una mano coi vetri. Un altro mese fermo. Tornato in bicicletta, mi resi conto che qualcosa nel mio fisico era cambiato».
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