Tour de France, Gasparotto: «Il caldo può fare danni, Roglic deve cogliere ogni possibilità»

Enrico Gasparotto
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Un Giro dell’Emilia per Vlasov, tre (tra cui l’ultimo) per Primoz Roglic. Oggi, nella seconda tappa del Tour che prevede la doppia scalata al San Luca, la Red Bull diretta da Enrico Gasparotto sarà una delle squadre più temibili.

«Ma non è una gara di un giorno e siamo alla Boucle – commenta il diesse friulano – La corsa sarà diversa».

In che modo?
«Prevedo una gran confusione e nessun distacco concreto tra i grandi favoriti. Bisogna stare attenti al caldo».

Vi aspettavate temperature così alte?
«Sì, si sapeva da una settimana. Ieri peggio di oggi, dovremmo trovare più vento. Se non si sta attenti è un attimo, gli effetti del caldo sono improvvisi e imprevedibili».

Roglic come sta?
«Bene, infatti il Delfinato lo ha vinto. È nel peso-forma dei giorni migliori, quando ha vinto la Vuelta per capirci».

Dove può guadagnare su Pogacar e Vingegaard?
«Io credo che debba essere pronto a cogliere qualsiasi opportunità, sia lui che noi della Red Bull. Al Tour può succedere qualcosa a tutti ogni giorno, non scordiamocelo».

Quanto contano i vicecapitani come Hindley e Vlasov?
«Tantissimo, nel ciclismo di oggi sono fondamentali. Con tutto quello che le squadre investono, non si può pensare di portare sette gregari per un unico capitano come si faceva ai tempi di Pantani».