Mondiali, parla l’organizzatore: «Vingegaard può vincere»

Jonas Vingegaard
Jonas Vingegaard
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Mancano ancora tre mesi ai Mondiali di Zurigo di settembre, ma l’organizzatore, Oliver Senn, è già proiettato verso la competizione iridata. Il percorso della prova in linea maschile sarà veramente duro, lungo ben 274 chilometri e con un dislivello complessivo di oltre 4500 metri, con un finale molto impegnativo. Ci saranno infatti da affrontare sette giri di un circuito conclusivo di 26,8 chilometri e 400 metri di dislivello. Un percorso che strizza l’occhio agli scalatori e che quindi potrebbe essere adatto a corridori come Vingegaard, Pogacar o Evenepoel.

«C’è una breve ma ripida salita all’inizio del circuito (Zürichbergstrasse – ndr) e dopo una leggera discesa una salita più lunga (Witikonerstrasse, 2,3 km al 5,7%). Il punto cruciale della corsa sarà però la salita di due chilometri di Zollikon, dove sicuramente vedremo attacchi, a meno che non ci sia già un attaccante solitario. Dopo di quella ci sarà solamente discesa e un chilometro e mezza di pianura fino all’arrivo di Sechseläutenplatz» ha spiegato Senn in una conversazione con “In de Leiderstrui”.

Secondo l’organizzatore della corsa elvetica ci sono davvero tanti possibili momenti in cui fare la differenza e rendere selettiva la corsa, che potrebbe rivelarsi divertente dall’inizio alla fine, ma forse troppo dura per certi corridori. «Credo che il percorso sia al limite per Mathieu (Van der Poel, ndr), è più tosto di quanto possa sembrare, per via della successione di salite abbastanza lunghe e del costante saliscendi. Quindi penso che per lui sia difficile riuscire a difendere il titolo, ma in ogni caso a vincere la maglia iridata sarà il miglior corridore su questo circuito. Jonas (Vingegaard, ndr) potrebbe avere una chance perché il miglior scalatore ha sempre un’opportunità e in teoria lui non sarà lontano dall’esserlo. Ma anche i vari Tadej Pogacar, Wout van Aert o Remco Evenepoel posso avere delle chances, è un percorso molto aperto».

«Non la vedo come una competizione per scalatori puri, ma è davvero tosta. Il nostro obiettivo fin dall’inizio era creare un circuito in cui molti corridori potessero avere una possibilità, non solo un piccolo gruppo. Sarebbe bello vedere tutti questi grandi nomi lottare per la vittoria, magari insieme a un paio di svizzeri. Magari Marc Hirschi o Mauro Schmid, o anche Stefan Küng, che sa resistere molto a lungo» conclude Senn.