Eriksen segna agli Europei mentre Colbrelli è costretto al ritiro: perché?

Colbrelli
La gioia di Sonny Colbrelli per la vittoria della Parigi-Roubaix 2021
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I casi di Christian Eriksen e di Sonny Colbrelli sono molto simili. Entrambi hanno lasciato con il fiato sospeso gli amanti dello sport, quando si sono accasciati a terra in seguito a un arresto cardiaco: il calciatore alla partita del 12 giugno 2021 di Euro 2020, il ciclista al Giro di Catalogna, il 21 marzo 2022. Per entrambi è stato un colpo durissimo da affrontare perché, oltre allo spavento, è capitato proprio nel fiore della carriera; il talento di Eriksen aveva finalmente trovato una quadra nell’Inter di Antonio Conte, Colbrelli aveva da poco conquistato la sua vittoria più importante, la Parigi-Roubaix. Tutti e due hanno dovuto interrompere la carriera in Italia, ma solo quella di Eriksen prosegue e va a gonfie vele, all’estero. Perché?

Semplice: in Italia le regole sono ferree e molto restrittive. In base a quanto stabilito dal Comitato Organizzativo Cardiologico per l’idoneità allo Sport nel 2017 – attraverso l’aggiornamento dei Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico – un atleta non può competere a livello agonistico con un defibrillatore sottocutaneo. L’idoneità non può essere garantita per via del rischio traumatico o intrinseco, di un elevato impegno cardiovascolare e di movimenti ampi e ripetitivi dell’arto superiore ipsilaterale alla zona d’impianto (per gli ICD transvenosi), data la possibilità di danno degli elettro-cateteri.

In parole povere, al di là di tecnicismi medici, in Italia si preferisce mettere le mani avanti e tutelare la persona al di là dei suoi pensieri a riguardo; all’estero, al contrario, ogni tipo di valutazione è individuale (seppur affiancata e consigliata da cardiologi esperti, valutando la singola percentuale di rischio). È giusto? Non è giusto? Ci sono diverse scuole di pensiero a riguardo. Di certo, veder esultare ieri il danese dopo il gol europeo ai danni della Slovenia ha fatto sospirare gli appassionati di ciclismo, che ancora sognano di rivedere in sella il “Cobra” Colbrelli.