Maté annuncia il ritiro a fine stagione. «Ma sarò un ciclista per sempre»

Luis Angel Maté, 40 anni, in una foto scattata dal suo collega Juanpe Lopez
Tempo di lettura: 2 minuti

Si ritira a fine stagione Luis Ángel Maté, 40 anni compiuti a marzo, professionista esemplare dal 2008. Molto legato all’Italia, patria del suo grande amico Michele Scarponi.

Dopo un’adolescenza in cui ha dovuto cercare squadre lontano da casa, in una zona con più tradizione ciclistica rispetto alla sua Marbella, al sud, Luis Ángel Maté ha iniziato a distinguersi nelle categorie inferiori. Nel 2008 il salto al professionismo in una squadra che rappresentava anche la sua Comunità Autonoma. Un vero orgoglio. Poi è arrivata l’Androni, un lunghissimo periodo alla Cofidis e una chiusura, quattro stagioni, all’Euskaltel-Euskadi. E ora l’addio. Se tutto andrà secondo i piani, lo spagnolo si ritirerà lo stesso giorno in cui finirà La Vuelta, a Madird.

L’8 settembre sarà l’ultimo giorno in cui indosserà un numero da professionista perché c’è una cosa su cui Maté è chiara: «Rimarrò un ciclista per il resto della mia vita. Non avrei mai potuto immaginare quanto sia stato tremendamente fortunato ad essere un professionista per così tanti anni e ad aver incontrato così tante persone. Il ciclismo mi ha dato tutto nella vita, anche i valori per essere quello che sono. E poter dire addio alla Vuelta è il tocco finale», dice un nostalgico Maté, che si è anche lanciato in una sfida non appena la Vuelta sarà finita. «L’idea è di andare da Madrid a Marbella (quasi 600 km) in bicicletta», rivela, ed è una cosa che non sarebbe una novità per lui, abituato ad altre avventure simili.

«Non c’è niente di più naturale nella vita che le generazioni future che spingono quelle attuali. E, inoltre, ho la fortuna di poter dire fino a quando, cosa che non tutti possono fare», racconta. Si lascia alle spalle un ciclismo che poco somiglia a quello vissuto agli esordi, con il quale è cresciuto. «È uno specchio della società. È cambiata quella, e anche il ciclismo. Molto. È un altro mondo. È diventato più tecnico e tutto va così veloce che non dobbiamo dimenticare le origini del ciclismo, prendere la bici e pedalare solo per pedalare», riflette Maté sulle strade dove si è sempre allenato. E le star di oggi raggiungeranno i 40 anni? «Fisicamente sì, perché la preparazione è ogni volta migliore, ma psicologicamente sarà molto difficile. Siamo circondati da numeri, watt… ma finché la mia salute me lo permetterà sarò legato alla bicicletta».