Giro Next Gen, Pinarello: «Un grave errore e condizione non al top. Adesso devo inseguire»

Pinarello
Alessandro Pinarello in una foto d'archivio al Gran Premio Liberazione di Roma
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Mirko Rossato dopo la tappa di ieri al Giro Next Gen non ha nascosto tutta la sua amarezza. Sperava di poter lottare per il podio con Alessandro Pinarello che però, complice qualche errore di troppo e una condizione non eccezionale, ha faticato nei due arrivi in salita a tenere le ruote dei migliori. È lo stesso corridore della VF Group-Bardiani ad ammettere che le aspettative erano ben altre.

«Mirko ha ragione – spiega Pinarello – Siamo venuti qui con obiettivi completamente diversi e il podio a mio avviso era alla portata. Purtroppo però non riesco a trovare il colpo di pedale giusto, quello che avevo per esempio un paio di mesi fa quando vinsi il Recioto. Le speranze si sono infrante con la realtà».

Lui ha parlato di un calo di condizione, è così?

«Sicuramente non sento di essere il miglior Pinarello della stagione. Forse sto pagando un po’ troppo i cambi di ritmo e questo è dovuto proprio al fatto di non essere al 100% della forma. Faccio un esempio, ieri sulla salita finale di Fosse, ho subito molto l’accelerata della Tudor e mi sono staccato quando Rondel si è messo davanti».

Poi però ti sei ripreso.

«Ho capito fosse meglio salire del mio ritmo, senza rispondere a quel fuorigiri. Non volevo fare l’errore dell’ultima volta e quanto meno sono riuscito a rientrare nei dieci della generale».

Con “errore dell’altra volta” ti riferisci a Pian della Mussa?

«Esatto, ho attaccato troppo presto. Mancava ancora molto al traguardo e il gruppo stava andando tutt’altro che piano. Mi hanno ripreso in un batter d’occhio e sono saltato. Quell’errore lo sogno ancora la notte e se ci penso ora cambio umore».

Sarebbe stato un altro Giro?

«Penso proprio di sì. Sarei stato più vicino in classifica e magari con la tappa di oggi dove potevo rischiare qualcosa sarei potuto entrare nei cinque. Chissà, non lo sapremo mai…».

Che tappa sarà quella di oggi?

«Tappa tirata dove tutti vorranno andare in fuga. I primi 160 chilometri sono piatti quindi mi aspetto velocità folli: poi salendo verso Zocca si capirà chi ha ancora energie per vincere la tappa».

Senti di aver bisogno di riposo?

«Sicuramente sono arrivato un po’ scarico a questo Giro e un periodo di riposo potrebbe farmi bene. Domenica prossima però sarò in Toscana per il campionato italiano dei professionisti, un appuntamento importante e che mi permetterà di testarmi su chilometraggi molto più ampi. Poi mi fermo e rientrerò al Tour Alsace».