Alle Olimpiadi con Cipollini e DMT: alla scoperta di Csongor Lehmann

Lehmann
Csongor Lehmann (foto: WebStern media)
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È l’estate di Parigi 2024, è l’estate delle Olimpiadi. Tra storie, sogni e obiettivi, tutti gli occhi del mondo saranno sulla capitale francese. E ci saranno anche MCipollini e le scarpe DMT, che inseguiranno il sogno olimpico insieme a Csongor Lehmann, triatleta ungherese classe 1999, tra i migliori del mondo. La data da segnare in calendario è quella del 30 luglio, quando Csongor, coadiuvato anche dalla sua Cipollini RBk1 AD.ONE e dalle DMT SH10, farà il suo debutto a cinque cerchi, lanciandosi nei 1500 metri di nuoto, i 40 km di ciclismo e i 10 km di corsa.

“Sono praticamente nato col triathlon addosso – ha detto Csongor -. Mio papà Tibor è stato un atleta di livello internazionale nell’ironman, quindi sono cresciuto guardando le sue gare, respirando l’atmosfera attorno a questo sport e sfidando mio fratello Bence, triatleta anche lui. A 7 anni partecipavo già alle prime gare e poi col passare degli anni le cose si sono fatte più serie. La svolta è arrivata quando nel 2017 ho conquistato la medaglia di bronzo agli Europei di Kitzbühel, lì ho capito che questo poteva davvero essere il mio futuro”.

A livello giovanile ha vinto praticamente tutto quello che poteva, conquistando il Mondiale Junior 2018 nella Gold Coast, in Australia, e poi il Mondiale U23 a Edmonton, in Canada, nel 2021“Sono i ricordi più belli della mia carriera, senz’altro, ma se devo sceglierne uno dico quello U23, perché la concorrenza era davvero alta e la gara è stata durissima. Da quel momento è cominciata la mia carriera ai massimi livelli” ha ricordato ancora Lehmann. Le Olimpiadi rappresentano un ulteriore step nel suo percorso in costante ascesa. Attualmente Csongor è tra i migliori triatleti del pianeta, come conferma il 3° posto alla prova di Cagliari della World Championships Series, non più tardi di un paio di settimane fa. Parigi rappresenterà una prova molto importante dal punto di vista mentale. 

Le Olimpiadi erano il sogno della mia infanzia, come d’altronde penso per tutti gli atleti di questo livello – ha raccontato ancora Csongor -. È da quando avevo 6-7 anni che immagino questo momento e ora è finalmente realtà. Mi godrò ogni minuto, ma allo stesso tempo so che c’è vita anche dopo le Olimpiadi, sono ancora giovane, ho tanti obiettivi da inseguire, come i Mondiali elite, e spero comunque di esserci anche alle Olimpiadi del 2028. Gli avversari saranno quelli che ho affrontato anche nelle World Series a Cagliari, ma stavolta la pressione sarà diversa e l’atmosfera pazzesca. L’obiettivo principale sarà quello di riuscire a gestire al meglio queste emozioni e, se dovessi riuscirci, sono sicuro di poter ambire davvero a un buon risultato. In questo momento ci sono tantissimi atleti di alto livello, la lotta per le medaglie o per una Top 5 è apertissima, in diversi possono sognare. Può succedere di tutto, a maggior ragione perché nel nostro sport sono racchiuse tre discipline e ciò non fa che aumentare in maniera sensibile le variabili all’interno di una gara. La corsa è solitamente quella che fa la differenza nel triathlon, perché arriva alla fine e si possono fare distacchi, ma in una gara come quella di Parigi bisognerà essere sempre davanti. Il percorso l’ho studiato bene, non vedo l’ora che si cominci”.

Lehmann trascorrerà le prossime settimane allenandosi a Livigno, in altura, prima di rientrare nella sua Tiszaújváros, in Ungheria, per l’ultima gara internazionale di preparazione (6-7 luglio). Acclamato dai suoi tifosi, in un evento che ha già vinto lo scorso anno, perfezionerà gli ultimi dettagli prima di volare a Parigi. Il tutto, ovviamente, insieme a papà Tibor, che è anche il suo allenatore. 

“Mio papà è il mio allenatore da quando ho 13 anni, è una situazione abbastanza inusuale, ma ci capiamo e ci conosciamo alla perfezione e credo che negli anni sia stato uno dei miei punti di forza. Non posso davvero immaginare di allenarmi con qualcun altro”. Per i 40 km di ciclismo da affrontare a tutta, Lehmann può dormire sonni tranquilli con Cipollini e DMT dalla sua parte: “Sono materiali super veloci, mi sto trovando benissimo. Le scarpe SH10 le ho già usate anche in gara, è la prima volta che uso il sistema di chiusura BOA e devo dire che è un netto passa avanti per quanto mi riguarda – ha concluso Lehmann -. La Ad.One di Cipollini è davvero aerodinamica e performante, il telaio monoscocca è estremamente rigido e questo mi permette di trasferire tutta la potenza sui pedali. E per me è ancora più speciale perché sono l’unico ad utilizzarla nel circuito mondiale di Triathlon. Spero di portare DMT e Cipollini il più in alto possibile alle Olimpiadi”.