Ciccone verso il Tour: «Voglio almeno una tappa»

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Giulio Ciccone in maglia a pois al Tour de France 2023 (foto: A.S.O.)
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Trasudano rammarico le parole di Giulio Ciccone che, per il secondo anno consecutivo, ha dovuto rinunciare al Giro d’Italia per indisposizione. Dopo l’intervento chirurgico (ciste perineale), l’abruzzese della Lidl-Trek è ottimista: «Sto ritrovando belle sensazioni e anche l’umore migliora. Con il passare del tempo e degli allenamenti i numeri migliorano e con il ritiro in Sierra Nevada ho riassaporato il clima della squadra» racconta alla “Gazzetta dello Sport”.

In queste ore, Ciccone si prepara al Giro del Delfinato, in partenza domani; come di consueto, sarà una tappa d’avvicinamento fondamentale al Tour de France che scatterà il 29 giugno da Firenze. La Maglia a Pois in carica non vince da 356 giorni, cioè dall’11 giugno 2023, quando conquistò l’ottava tappa del Delfinato lasciandosi alle spalle Jonas Vingegaard. «È una delle gare più belle e toste di tutto l’anno. È un test estremo per vedere a che punto siamo con la condizione. In questa corsa non ci si può nascondere: ci sono molti dei big quindi raggiungere un risultato importante ha un valore maggiore».

Nel frattempo, nel lungo periodo di inattività (circa un mese e mezzo, ndr), Ciccone ha seguito il Giro d’Italia da lontano, ammirando la «superiorità di Pogacar» e, soprattutto, la “sua” Lidl-Trek: «Ho ammirato una Lidl-Trek perfetta nella costruzione del treno per Milan. Siamo stati veramente belli da vedere».

Per superare la delusione per la seconda mancata partecipazione alla Corsa Rosa, Giulio pensa al Tour con tutta la determinazione del caso: «Confido di arrivare al via del 29 giugno al 100% della condizione. A quel punto vorrei affrontarla come l’anno scorso. E l’obiettivo è quello di conquistare una tappa, un risultato che ho sfiorato in due occasioni ma che non ho mai raggiunto. Ho avuto grandi soddisfazioni con i due giorni in Maglia Gialla e la Maglia a Pois, ma vincere una tappa è un chiodo fisso. Non ho preferenze ma sicuramente conosco le salite delle tappe italiane e poi quelle finali come Isola 2000. Certo, questo anno sarà un Tour tra i più alti degli ultimi anni. L’unica incognita sarà la condizione di Vingegaard».

Infine, pensando alla seconda parte di stagione, rinnova la propria candidatura azzurra: «Per il Mondiale io sono disponibile. Capita in un momento della stagione dove dovrei avere una buona condizione (il 29 settembre, una ventina di giorni dopo la Vuelta, ndr). Ora toccherà a me con i risultati convincere il c.t. Bennati».