Giro d’Italia, le salite di oggi: Muro di Ca’ del Poggio e Monte Grappa

Monte Grappa
Trans Alp, salita monte Grappa
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Prima del doppio assalto al Monte Grappa, nella parte iniziale della tappa odierna la carovana del Giro d’Italia dovrà affrontare il brevissimo ma ripido Muro di Cà del Poggio. Nel finale la discesa dal Grappa a Romano d’Ezzelino sarà interrotta in entrambi i casi dall’inedita erta (un chilometro e mezzo al 9,3%) che porta da Ponte San Lorenzo a Cason Pianaro.

MURO DI CA’ DEL POGGIO – Sarà affrontato dopo soli 30 chilometri di corsa e sicuramente risulterà ininfluente. E’ stato affrontato per la prima volta dal Giro d’Italia nell’edizione del 2009 e quest’anno compare per la settima volta nell’altimetria della corsa rosa. Ha visto transitare in testa Marco Marcato (2013), Filippo Pozzato (2017) e i belgi Thomas De Gendt (2014) e Dries De Bondt (2022), mentre nel 2020 Filippo Ganna fece registrare il miglior tempo di passaggio nel corso della cronometro Conegliano-Valdobbiadene. In occasione del primo passaggio, nel 2009 (tappa Grado-Valdobbiadene), il Muro di Cà del Poggio non venne considerato valido per la classifica del GPM. 

MONTE GRAPPA – Dopo sette anni il Giro d’Italia torna sul Monte Grappa. Che questa volta vale doppio. Sarà l’ultima salita dell’edizione 2024 e verrà scalato due volte nella stessa giornata, la penultima della corsa rosa prima della passerella finale a Roma. Si salirà dal versante di Semonzo e si scenderà dalla storica Strada Cadorna

Oggi il Giro salirà per la settima volta sulla Montagna Sacra. La prima assoluta avvenne nel 1968, in occasione del 50° anniversario della conclusione della prima guerra mondiale, in una giornata dalle condizioni meteo avverse, con pioggia e nebbia. I grandi favoriti si controllarono a vicenda e all’inizio della salita, affrontata dal versante di Romano d’Ezzelino, ebbero via libera tre gregari, Casalini, Campagnari e Capodivento. Quando il terzetto sembrava in procinto di essere riassorbito, il parmense Emilio Casalini trovò le energie residue per resistere ed ebbe la meglio nientemeno che su Merckx, che a 46” precedette lo spagnolo Gabica (a 51”). La maglia rosa Dancelli concluse al settimo posto, a poco più di un minuto. 

Nel 1974 il Monte Grappa fu valicato dal versante di Caupo (via Casere), ma il traguardo venne posto a Bassano, al termine della lunga discesa per la Strada Cadorna. Fu lo spagnolo Fuente a transitare in testa, mentre la maglia rosa Merckx si limitava a controllare l’azione dello scalatore asturiano per poi vincere la tappa davanti a Francesco Moser e Gimonti. 

Fu un gregario di Saronni, il lombardo Leonardo Natale, a conquistare nel 1982 il Monte Grappa in una giornata che registrò proprio la clamorosa  débâcle del suo capitano, in preda ad una cocente crisi e penalizzato da una serie di forature della discesa parzialmente sterrata verso Caupo. Si saliva da Romano d’Ezzelino e si scollinava al Rifugio Bassano, a quota 1546 metri. Natale transitò al GPM con un buon vantaggio sulla maglia rosa Hinault, Contini, Moser e Van Impe (Saronni già staccato), ma il traguardo era ancora lontanissimo. A San Martino di Castrozza la tappa venne vinta dallo spagnolo Belda che precedette di poco Beccia e il connazionale Ruperez. 

Nell’edizione del 2010 il Giro andò alla scoperta del versante di Semonzo. E scoprì, in quella giornata, un astro nascente, Vincenzo Nibali. Lo Squalo era al suo terzo Giro d’Italia, ma non aveva mai vinto una tappa, fatta eccezione per la cronosquadre del 2007. La frazione terminava ad Asolo e nel punto più duro della salita Nibali sferrò il suo attacco. Gli resistettero solo Evans, Scarponi e il suo compagno di squadra Basso. Ma fu nella discesa che il siciliano fece il vuoto e s’aggiudicò la tappa con 23” di vantaggio sul terzetto d’inseguitori. Per la prima volta nella sua carriera Nibali salì poi sul podio del Giro, terzo, a completare il successo della Liquigas con Ivan Basso. .

Si scala il Grappa da Semonzo anche nel 2014. Ma questa volta è una cronoscalata. Da Bassano al Sacrario, 26,8 chilometri. Il colombiano Nairo Quintana, maglia rosa, s’impone con 17” sul giovane sardo Aru. Con un ritardo di 1’26” il suo connazionale Uran è terzo, il francese Rolland quarto a 1’57”. Il leader della Movistar porta il suo vantaggio in classifica ad oltre tre minuti su Uran e 48 ore dopo, a Trieste, vince il Giro. 

Nel 2017 si scollina il Monte Grappa quando mancano 70 chilometri al traguardo di Asiago, sede di arrivo della 20ª tappa, la penultima di quel Giro. La scalata avviene dal versante di Caupo, con discesa a Romano d’Ezzelino.  Il belga Devenyns precede di poco il connazionale Teuns. La tappa è stata poi vinta dal francese Thibaut Pinot, che regola in volata il russo Zakarin, Nibali, Pozzovivo e la maglia rosa Quintana. E’ il penultimo giorno di corsa. Ventiquattro ore dopo nella crono finale di Milano, l’olandese Dumoulin scavalcherà Quintana e sarà il primo olandese della storia a vincere il Giro d’Italia.