Olimpiadi, Carapaz contro la sua Federazione e Narvaez

Richard Carapaz è il campione olimpico in carica per la prova in linea
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Alle Olimpiadi di Tokyo era arrivato tutto solo alla vittoria, a quelle di Parigi rischia addirittura di non essere alla partenza. Richard Carapaz sarebbe contro il criterio di selezione interna applicato dalla FEC (la federazione ciclistica ecuadoriana), che inoltre accusa di poca trasparenza.

«Voglio chiarire che non mi sono mai opposto alla creazione di un regolamento per il processo di selezione – si legge in un comunicato dello stesso Carapaz – Tuttavia, i regolamenti creati dalla FEC sono chiaramente di parte e mancano dei principi fondamentali di giustizia ed equità sportiva».

Da gennaio si tiene conto di alcuni punteggi, ma il regolamento per sapere come sono calcolati non è stato pubblicato prima di marzo, quando ormai le differenze di punti tra atleti era alta. «Questo avrebbe dovuto essere emesso alla fine dei Giochi Olimpici di Tokyo o alla fine della scorsa stagione, quando tutti gli atleti partivano con zero punti e potevano pianificare equamente la nostra stagione. Tuttavia, la sua pubblicazione in maniera improvvisata e senza margine di manovra sembra pensata per escludermi da Parigi e per esonerare il presidente della FEC da ogni responsabilità».

Carapaz non manca di sottolineare un fatto che gli preme molto, ossia che questo sia un atteggiamento volto a favorire un suo certo connazionale. Sicuramente il riferimento è a Narvaez. «È evidente che le norme create dalla FEC contengono solo criteri che favoriscono il mio connazionale, prescindendo da ogni considerazione obiettiva ed equa».

Non ci si deve scordare che proprio Carapaz è il campione olimpico in carica e che ha sicuramente contribuito a segnare la storia del ciclismo ecuadoriano. «Questo contributo rafforza il mio diritto a un processo di selezione equo e trasparente, come fa qualsiasi ciclista ecuadoriano che abbia raggiunto tale merito».

Fin dal 17 ottobre si sa che l’Ecuador avrebbe potuto portare un solo atleta, ma la decisione della FEC (Federazione Ciclistica Ecuadoriana) e del COE (Comitato Olimpico Ecuadoriano) di richiedere uno spazio extra per il campione in carica è arrivata solo il 3 aprile. «La loro mancanza di trasparenza e comunicazione non fa altro che perpetuare dubbi sulla parzialità del processo. Chiedo pertanto al Ministero dello Sport di intervenire con urgenza per stabilire un processo di selezione equo e trasparente, completamente privo di qualsiasi favoritismo o discriminazione».