Giro d’Italia, Scaroni primo sul Mortirolo: «Le gambe ci sono e Ballerini è stato un grande»

Scaroni
Christian Scaroni, in foto alla Parigi-Nizza, è stato il primo a transitare sul Mortirolo nella tappa regina del Giro d'Italia (credit: ASO)
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Dopo il quinto posto nella tappa dei muri, Christian Scaroni ieri è stato nuovamente protagonista della fuga, e si è tolto la soddisfazione di transitare per primo sul Mortirolo. Il bresciano ha poi perso le ruote dei primi sul Foscagno, ed è arrivato al traguardo con il suo passo anche per non spendere energie preziose in vista dell’ultima settimana.

Christian, anche oggi hai corso all’attacco: che giornata è stata?

«Le sensazioni erano positive già dagli ultimi giorni e sapevo che poteva essere una buona occasione per attaccare, anche se la fuga che è venuta fuori era fin troppo numerosa. Sul Foscagno mi sono mancate un po’ le gambe, poi sono rientrati gli uomini di classifica e sono andato regolare fino all’arrivo».

Sei partito da lontano con Piganzoli e Pellizzari, cercando di anticipare gli altri fuggitivi.

«Sì, quando ho visto che eravamo 40 corridori ho subito pensato che non ci sarebbe stata collaborazione, quindi ho attaccato sulla seconda salita per rientrare sulla prima fuga. Poi in discesa mi sono ritrovato con Ballerini che era già davanti: Davide ha tirato fino ai piedi del Mortirolo, è stato un grande. Nel finale è successo quello che è successo, ma complessivamente è stata una bella giornata».

C’è ancora una settimana: hai cerchiato in rosso qualche tappa in particolare?

«Non ho in mente una tappa in particolare anche perché bisogna sempre vedere cosa vogliono fare gli uomini di classifica. Devo dire che non vedo tappe proprio adattissime alle mie caratteristiche, come poteva essere quella dei muri di Fano, ma cercherò di adattarmi e sicuramente ci riproverò, perché le gambe ci sono».