Giro d’Italia, ecco in quali tappe Milan può ancora dire la sua

Jonathan Milan con la Maglia Ciclamino (Photo Credits: LaPresse)
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46 secondi. Tanto ci hanno messo i velocisti a macinare l’ultimo chilometro della quarta tappa del Giro d’Italia: 46 secondi a quasi 78 km/h di media. Pura follia. E la potenza sprigionata sul traguardo è ancora più folle: negli ultimi 20 secondi di sprint, il vincitore, Jonathan Milan, ha raggiunto un picco di 1940 watt. Gambe che, da sole, potrebbero alimentare mezzo Stato dell’Alabama. Ieri, 15 maggio, Milan si è portato a casa anche l’undicesima tappa con una seconda prova di forza impressionante in Abruzzo. Solo il velocista della Lidl-Trek e Tadej Pogacar sono stati in grado di vincere più di una tappa e, per entrambi, il capitolo è lungi dall’essere chiuso.

Sono almeno tre le occasioni che possono ancora ingolosire Milan. Sia per aggiungere altre prestigiose vittorie di tappa al suo palmarès, sia soprattutto per mettere in cassaforte la Maglia Ciclamino, arrivando così a Roma in viola per il secondo anno consecutivo. Molti pronostici lo considerano tra i favoriti già nella frazione di oggi, la dodicesima, da Martinsicuro a Fano: l’arrivo non è in salita e potrebbe certamente prestarsi a uno sprint, ma i 193 km che lo precedono sono ricchi di muri che potrebbero mettere a dura prova la tenuta delle ruote veloci.

Le tre giornate che invece sembrano aver scritto sopra il nome di Jonathan Milan sono la tredicesima, la diciottesima e l’ultima, la ventunesima. Nell’ordine: la tredicesima (17 maggio) è completamente piatta e va da Riccione a Cento, dove “cento” potrebbe essere il numero che Milan vedrà sul proprio tachimetro. La diciottesima (23 maggio) prevede un paio di difficoltà altimetriche nella prima metà del percorso ma, una volta superate, è tutta in discesa fino al traguardo di Padova. Infine, l’ultima, la più prestigiosa, la più ambita: la ventunesima tappa (26 maggio) con arrivo a Roma. Nella capitale, il Toro di Buja cercherà senza dubbio la vittoria a ogni costo. Sarebbe il modo perfetto di suggellare un Giro d’Italia che, comunque vada, Jonathan Milan ha corso da protagonista.