Giro d’Italia, il vantaggio di Pogacar in classifica dopo nove tappe è il maggiore degli ultimi 20 anni

Pogacar
Tadej Pogacar sul podio di Napoli (credit: LaPresse).
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Con la volata di Napoli conquistata da Olav Kooij si è chiusa la prima settimana del Giro d’Italia, iniziata con la vittoria a sorpresa di Jhonatan Narvaez a Torino. I primi nove giorni di questa corsa rosa sono stati indubbiamente spettacolari, con grandi battaglie anche nelle tappe con arrivo in volata, come abbiamo visto ieri. Per quanto riguarda la classifica generale, come da pronostici Tadej Pogacar ha chiuso la prima parte di questo Giro da dominatore incontrastato, con un margine di 02’40” sul secondo classificato (Martinez) e di 02’58” sul terzo (Thomas).

Il vantaggio di Pogacar sul secondo classificato dopo nove giorni è il maggiore degli ultimi 20 anni. In particolare, nell’ultimo decennio in una sola occasione tra il primo e il secondo c’era stato più di un minuto al termine della prima settimana: era il 2019 e, dopo la crono di San Marino, trovavamo in testa Valerio Conti (reduce da una fuga) con un vantaggio di 01’50” su Primoz Roglic. Nella stragrande maggioranza dei casi, invece, si è arrivati al termine della prima settimana con situazioni di classifica molto equilibrate: addirittura, nel 2015 il vantaggio di Alberto Contador su Fabio Aru era di soli tre secondi, e nel 2016 Gianluca Brambilla precedeva Bob Jungels di appena un secondo.

Allargando lo sguardo agli anni precedenti, a partire dal 2000 in sole altre tre occasioni tra i primi due in classifica dopo la nona tappa c’era un margine superiore al minuto: nel 2010 Alexandre Vinokourov aveva su Cadel Evans un vantaggio di 01’12”, nel 2006 Ivan Basso precedeva Jose Enrique Gutierrez di 01’34”, infine nel 2002 Jens Heppner aveva un margine di 03’33” su Stefano Garzelli. Heppner è dunque l’unico, nel nuovo millennio, ad aver concluso la prima settimana del Giro con un vantaggio maggiore rispetto a quello che attualmente ha Pogacar: il tedesco, comunque, si trovava in maglia rosa grazie a una fuga.

Le statistiche confermano dunque quella che è stata anche la percezione di queste prime nove tappe: il Giro d’Italia ha un dominatore, e il suo nome è Tadej Pogacar.