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Il Giro d’Italia chiude la sua prima settimana vivendo il primo giorno di riposo con la certezza di una conferma o, se preferite, con la conferma di una certezza. Tadej Pogacar ha già la maglia rosa ben salda sulle spalle con un margine di 2’40’’ sul suo primo avversario (Dani Martinez) che non può non rassicurarlo.

Nelle prime nove tappe, il fenomeno sloveno ha dominato sul Santuario di Oropa (vittoria che gli ha anche assegnato il simbolo del primato), nella cronometro di Perugia grazie a quel finale stellare che gli ha permesso di piegare un Ganna sempre più vicino ad una condizione olimpica, e infine a Prati di Tivo. Tre successi evidenti, così come netta e a volte addirittura straripante è stata la dimostrazione di superiorità che Tadej ha manifestato in ogni singolo giorno di corsa, in ogni singolo chilometro di gara: fosse uno sprint intermedio per accaparrarsi un paio di secondi di abbuono o per fare da ultimo uomo a Juan Sebastian Molano, il velocista della Uae Emirates.

Insomma, tutto come previsto. Tutto secondo copione per un prosieguo di Giro che con molta probabilità confermerà questo disarmante dominio sugli avversari. Ma quello che abbiamo visto e che ci è particolarmente piaciuto in questo primo terzo di Giro d’Italia, oltre allo strapotere del fenomeno sloveno, alla prima rosa di Narvaez, all’uragano Milan e alla crono sfiorata da un Ganna sempre più in palla, è stato il doppio attacco di Antonio Tiberi che nel finale all’insù di Prati di Tivo è stato l’unico ad avere il coraggio di provarci.

Il corridore della Bahrain-Victorious, protagonista di una crono degna delle sue elevate capacità, sta correndo con l’obiettivo non facile di arrivare a Roma nella top five della classifica generale e per quanto abbiamo visto fin qui, seppur ambizioso, può essere un risultato alla portata dell’atleta laziale. E allora che il suo coraggio sfoggiato con quel doppio attacco in prossimità del traguardo dell’ottava tappa sia di buon auspicio per il prosieguo del suo primo Giro della carriera, e sia un incoraggiamento per tutti quei giovani corridori italiani che, in questo Giro dominato dal cannibale sloveno, non hanno davvero nulla da perdere.

Dunque, forza ragazzi: osate, non abbiate paura, provateci senza fare troppi calcoli perché comunque vada, contro questo Pogacar, sarà un successo.