Oltre il peso: l’innovazione aerodinamica nel ciclismo moderno

Aerodinamica
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L’aerodinamica nel ciclismo moderno ha assunto un ruolo cruciale, tanto da diventare un aspetto quasi più importante del peso stesso della bicicletta. I vantaggi in termini di scorrevolezza, specialmente in determinati percorsi, sono stati preferiti e spesso hanno superato quelli legati alla leggerezza e al peso. Ma quando è iniziata questa ricerca di estrema scorrevolezza?

A partire dal 2010, abbiamo assistito alla comparsa di ruote con profilo molto elevato, utilizzate dai velocisti, e successivamente all’introduzione dei primi caschi aerodinamici. Questi caschi, pur migliorando l’impatto del flusso d’aria, hanno gradualmente ridotto le feritoie per la ventilazione fino a renderle quasi impercettibili, per poi adattarle agli studi moderni. Tuttavia, un momento emblematico che ha segnato una sorta di spartiacque e ha avviato le scelte che oggi sono diventate normalità è stato l’arrivo del Campionato del Mondo a Copenaghen nel 2011.

L’edizione vinta da Mark Cavendish ha portato alla ribalta due concetti oggi fondamentali nel ciclismo moderno: il casco aerodinamico e l’utilizzo di body con maniche lunghe. In particolare, Cavendish ha utilizzato un casco adattato da un classico modello Prevail di Specialized, caratterizzato da una calotta in plastica che rendeva la superficie completamente omogenea. Questo casco ha anticipato modelli successivi come lo S-Works Evade, uno dei primi caschi studiati in galleria del vento a portare vantaggi significativi in termini di risparmio di tempo su tragitti relativamente brevi. Si parlava di vantaggi tangibili su 40 chilometri percorsi a una velocità di 40 chilometri all’ora.

La tendenza a utilizzare body con maniche lunghe fino al gomito è stata una scelta che oggi è diventata una prassi comune nel ciclismo. Mentre molti corridori presenti nelle foto indossavano i tradizionali completi, questa evoluzione nel vestiario ci fa comprendere che la ricerca dell’aerodinamica nel ciclismo ha radici profonde e si è evoluta nel corso del tempo.

Riflettendo sull’approfondimento di qualche tempo fa relativo al casco Poc utilizzato dall’EF Education-EasyPost (https://www.quibicisport.it/2024/03/13/perche-bettiol-ha-corso-e-vinto-in-assetto-quasi-da-crono-ecco-il-nuovo-poc/), possiamo notare come questa storia di innovazione nell’aerodinamica nel ciclismo abbia una lunga tradizione.

La resistenza dell’aria è un fattore fondamentale da considerare nel valutare le prestazioni sui percorsi con poche variazioni altimetriche. Questo perché, diversamente dalla resistenza al rotolamento o alla gravità, la resistenza dell’aria aumenta in modo esponenziale con la velocità. Per comprendere meglio questo concetto, vale la pena notare che per aumentare la velocità del 10 per cento, è necessario generare un aumento della potenza superiore al 30 per cento.

Questo è dovuto al fatto che la resistenza dell’aria, essendo proporzionale al quadrato della velocità, aumenta rapidamente all’aumentare della velocità stessa. Pertanto, anche una piccola variazione nella velocità comporta un notevole aumento della resistenza da superare, il che rende cruciale l’ottimizzazione dell’aerodinamica per migliorare le prestazioni ciclistiche su percorsi dove bisogna mantenere velocità elevate.