Frassi: «La vittoria di Mareczko al Porto? Criticare significa non conoscere il ciclismo. All’estero non esistono questi problemi»

Mareczko
Jakub Mareczko ha vinto il Circuito del Porto 2024 (foto: photors.it)
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La vittoria di Jakub Mareczko al Circuito del Porto ieri si è portata dietro diversi temi di discussione. In tanti hanno criticato il velocista della Corratec-Vini Fantini di essere “sceso” appositamente dalle gare World Tour e Professional per vincere facilmente contro avversari molto più giovani di lui. Non si sono risparmiati con i commenti neppure contro la stessa squadra toscana: molti considerano il Porto una gara per dilettanti.

«Ma non lo è – spiega Francesco Frassi della Corratec – Siamo stati invitati dall’organizzazione perché il regolamento lo permette. Parliamo di una corsa Uci, categorizzata 1.2, come moltissime altre in calendario. Noi abbiamo partecipato e l’abbiamo onorata vincendola con uno dei nostri migliori corridori, non capisco cosa ci sia di sbagliato».

Cosa rispondete a chi parla di una vittoria “semplice”?

«Nessuna vittoria è semplice. Allo sprint possono succedere tantissime cose ed è sempre tutto molto incerto. Jakub è stato bravissimo e ha meritato il successo. Sapevamo già prima di correre che ci saremmo attirati molte critiche, ma non è la prima volta che partecipiamo. Lo scorso anno abbiamo chiuso terzi con Della Valle che ha poi corso il Giro d’Italia. Il punto è un altro…».

Cioè?

«Che in Italia è sbagliata la mentalità. All’estero questo non succede, anche se potremmo fare migliaia di esempi di squadre che hanno vinto gare 1.2. Nessuno ha mai detto una parola, anzi erano tutti molto contenti di avere al via corridori Professional perché il livello della corsa si alza e la competizione diventa più interessante».

Esempi?

«Ma già solo le gare in Croazia o Slovenia in questa prima parte di stagione. Ricordo addirittura di una kermesse in Belgio dove vinse Yves Lampaert con la maglia della Quick-Step, una World Tour. Pensate una cosa del genere al Porto o al Matteotti: ti insulterebbero per giorni. Lì invece era percepita come una festa».

Non si rischia di chiudere le porte ai dilettanti?

«Secondo me vincere il Circuito del Porto davanti a corridori come Mareczko sarebbe stato di gran lunga più prestigioso. È bello vedere ragazzi giovani lottare con un professionista come Jakub, rende ancora più onore alla sfida. Per me è un bene che ci sia questa competizione, fa migliorare tutti, in primis i giovani».

Voi cosa guadagnate con la vittoria al Porto?

«Sicuramente vincere è sempre bello, aggiungiamo poi anche i 40 punti dell’Uci e la felicità degli sponsor che ci supportano. Poi, è normale che anche lo stesso Mareczko preferisca vincere in Ungheria, dove correremo questa settimana e il livello è più alto. Ma quando si è al via di una corsa si parte sempre per alzare le braccia al cielo».