De Vlaeminck: «Pogacar non vale nemmeno la metà di Merckx»

De Vlaeminck
Roger De Vlaeminck in una foto d'archivio
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Il talento di Tadej Pogacar è così straripante e poliedrico – e il suo palmarès già così ricco a soli 25 anni – che il paragone con Eddy Merckx è stato fatto in lungo e in largo su più fronti e da più opinionisti. Non tutti però sono d’accordo con questo accostamento: una delle icone del ciclismo fiammingo, Roger De Vlaeminck, ha espresso senza peli sulla lingua la sua perplessità in proposito.

«Eddy Merckx era qualcos’altro, no? Non è assolutamente ammissibile alcun paragone tra Pogacar e Merckx. Pogacar è un corridore fantastico e la Strade Bianche è una gara difficile, ma non una super gara. Ha attaccato a 90 chilometri dal traguardo e nessuno è riuscito a seguirlo», spiega il 75enne belga a “Wieler Revue”. «Lo garantisco: se ci fossi stato io, non mi avrebbe mai staccato. Mai in vita sua! Proprio come non avrebbero mai staccato nemmeno Francesco Moser e Beppe Saronni».

De Vlaeminck è certo della vittoria del capitano UAE al prossimo Giro d’Italia, anzitutto perché nel Bel Paese mancano grandi talenti. «Non ci sono più corridori bravi in ​​Italia. C’è Filippo Ganna che sa dire la sua a cronometro, ma non è un top rider assoluto. Chi mi spiega perché non ci sono più grandi corridori in Italia?».

L’ex corridore conclude la sua disamina ribadendo che, se Pogacar fosse vissuto in un’altra epoca, la storia sarebbe diversa. «Pogacar è un corridore eccezionale e di gran lunga il migliore al mondo. Con Mathieu van der Poel al secondo posto. Purtroppo Mathieu non sa affrontare la montagna, in quel caso sarebbe stata una bella partita. Ma Pogacar non vale neanche la metà di Merckx. Se Merckx corresse nello stesso Giro di Pogacar, Pogacar avrebbe un distacco di cinque minuti da lui in classifica generale».