Bouhanni fa causa al Giro di Turchia: chiede un risarcimento di 2,7 milioni, l’Arkea ne vuole 4,2

Bouhanni
Nacer Bouhanni con la maglia dell'Arkèa-Samsic (foto: LaPresse)
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A 33 anni corre ancora, ma a piedi. A metà aprile Nacer Bouhanni ha concluso la mezza maratona di Nancy in 1h17’09”, nonostante lo stomaco contratto. «Quando ho cominciato due mesi e mezzo fa ero a pezzi, zoppicavo anche dopo una corsetta leggera. È uno sport choc. Ma è un cambiamento rispetto alla monotonia del ciclismo, che ho praticato per ventisette anni».

Bouhanni ha smesso lo scorso autunno. Senza contratto dopo 70 vittorie da professionista, di cui una al Campionato francese 2012, sei in tappe del Giro e della Vuelta. Questo vicolo cieco è la conseguenza della sua violenta caduta durante la seconda tappa del Giro di Turchia 2022. Due anni dopo, Nacer ha intrapreso un’azione legale contro l’organizzatore dell’evento, ossia la federazione turca, la Turkiye Bisiklet Federasyonu, alla quale ha preteso un risarcimento di 2,7 milioni di euro. Sulla sua scia, la sua squadra di allora, l’Arkéa-Samsic, tramite la sua società madre, la SAS Pro Cycling Breizh, chiede ancora di più: 4,2 milioni. «Importi che saranno rivalutati dopo la perizia», assicura Jérémie Assous, avvocato di Bouhanni a L’Equipe. Dopo aver ritenuto competenti i tribunali francesi a risolvere la controversia, il giudice, all’inizio dell’anno, ha nominato un esperto per valutare le conseguenze e i danni.

Bouhanni difficilmente si sofferma su questa caduta, proprio al centro della strada, su un innocuo falsopiano, né sul pedone (che non era uno spettatore) che camminava sulla strada. Ma sa bene le conseguenze che ha avuto per lui questo incidente. «Questa caduta ha distrutto la mia carriera nel momento in cui ero tornato quasi al mio miglior livello».

«Dalle immagini, analizza l’avvocato, si vede che il passante camminava sulla strada per una decina di metri, ben prima che passassero i corridori e né gli agenti di sicurezza né i mezzi di ricognizione gli hanno chiesto di posizionarsi sulla marciapiede. Il tracciato non era delimitato da alcuna barriera o nastro, in totale violazione del regolamento. Questo incidente non si sarebbe mai verificato se l’organizzatore avesse rispettato le norme di sicurezza imposte dall’UCI».

Fa male il video della caduta, ancora visibile su Internet. Frattura C1, detta frattura di Jefferson, un mese con il corsetto, un programma di riabilitazione intensivo, dieci mesi senza gare. «In Turchia Nacer arrivò vicino alla paralisi – aggiunge il suo team manager di allora, Emmanuel Hubert – fece di tutto per tornare ma aveva sempre questo in mente. Nacer è un bravo ragazzo, mi sarebbe piaciuto che vincesse una gara prima di ritirarsi».

Bouhanni chiede in particolare 50.000 euro di risarcimento per «le sofferenze subite» e 2.454.000 euro di risarcimento «per l’impatto professionale». Anche Arkéa-Samsic ritiene di essere vittima delle conseguenze finanziarie legate all’incidente del suo corridore. «Aveva uno stipendio sostanzioso, è stata una grande perdita di reddito per tutti».
Arkéa stima che dovrà ricevere 689.284 euro «sul compenso per gli stipendi lordi corrisposti tra l’11 aprile 2022 e luglio 2023», 1,9 milioni «sulla perdita di fatturato» e quasi altrettanti «sulla perdita dell’opportunità di essere meglio classificati».