Liegi, Longo Borghini: «Non sempre vince la più forte, è il bello del ciclismo»

Da sinistra: Elisa Longo Borghini, Grace Brown e Demi Vollering sul podio di Liegi
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«Ho fatto del mio meglio», ha detto la solita, indomabile Elisa Longo Borghini dopo il secondo posto a Liegi. «Lo sprint è stato davvero molto lungo. Kasia aveva preso un gap, non l’ho colmato e poi ho aspettato fino ai 150 metri per iniziare il mio sprint. Negli ultimi 75 metri Grace mi ha superato. Devo dire che sono soddisfatta, sono venuta qui per fare un buon risultato e avevo buone gambe. Mi sono stancata moltissimo e ha vinto la più veloce, quindi complimenti a Grace Brown. Per quanto mi riguarda posso dire di aver dato il massimo insieme alle mie compagne. È un po’ deludente essere seconda, ma è il ciclismo, è lo sport. Sono anche felice».

Longo Borghini chiude la stagione delle classiche con un ottimo bilancio: terza alla Omloop, seconda alla Strade Bianche, prima alla Oro in Euro, sesta alla Dwars, prima al Fiandre e alla Freccia del Brabante, quinta all’Amstel, terza alla Freccia e seconda alla Liegi. Una continuità impressionante per un’atleta clamorosa. «Ad essere onesti, ho sempre creduto che avremmo preso la fuga perché abbiamo una squadra forte. Demi ha guidato forte sulla Roche-aux-Faucons e sapevo che dovevo solo finire il lavoro delle mie compagne di squadra. Ero davvero sicura che le avremmo raggiunte, ma c’era una possibilità che restassero con noi. Sapevo che dovevo davvero andare, quindi ho attaccato. Forse ero la più forte, ma non sempre vince la più forte. A volte tocca alla più veloce o alla più intelligente, e questo è ciò che rende il ciclismo fantastico secondo me. Non penso di aver fatto troppo, ho semplicemente fatto quello che dovevo fare».