Ratcliffe (Ineos) esorta l’UCI a intervenire sulla sicurezza

Sir Jim Ratcliffe
Sir Jim Ratcliffe
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A poco più di una settimana dall’incidente che ha messo fuori gioco molti corridori ai Paesi Baschi, il proprietario della Ineos Grenadiers Jim Ratcliffe ha rilasciato una lettera aperta all’UCI, chiedendo maggiore enfasi sulla sicurezza dei ciclisti. Pubblicata venerdì mattina, la lettera sottolinea la trasformazione delle norme di sicurezza della Formula 1 dopo la morte di Ayrton Senna nel 1994: sono stati introdotti molti nuovi protocolli come barriere e standard di sicurezza più elevati, che hanno ridotto con successo il numero di vittime.

«Ciò è in netto contrasto con il ciclismo dove, finora, gli organi governativi hanno apportato pochissime modifiche e gli incidenti gravi sono un evento comune» scrive Ratcliffe. Il miliardario britannico ha parlato degli infortuni di Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike), Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step) e Primoz Roglic (Bora-Hansgrohe), e ha citato anche gli infortuni subiti dai suoi stessi Grenadiers in allenamento da quando ha acquisito la piena proprietà della squadra da Sky Group UK nel 2019.

«Anche durante l’allenamento i corridori corrono seri rischi, infatti gli Ineos Grenadiers hanno avuto due orribili incidenti negli ultimi anni, entrambi vincitori del Tour de France» lamenta Ratcliffe. «Chris Froome ha riportato una frattura composta del femore durante un giro di ricognizione ed Egan Bernal si è rotto la schiena e molte altre ossa durante un giro di allenamento. Entrambi sono stati fortunati a poter risalire in sella a una bicicletta».