Parigi-Roubaix 2024: vi spieghiamo perché è stata un’edizione da record

Parigi-Roubaix
Il gruppo alla Parigi-Roubaix 2024 (foto: A.S.O./Ballet)
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L’Alpecin-Deceuninck e il suo cavaliere di punta Mathieu van der Poel hanno scritto una pagina strabiliante nel grande libro che racconta la storia della Parigi-Roubaix. Hanno stabilito (e contribuito a stabilire) due primati davvero impressionanti. Il primo è interamente merito della squadra: in passato, nessun altro team era mai riuscito a piazzare due corridori nelle prime due posizioni della competizione per due anni consecutivi. Una doppietta che sa di dominio totale, quantomeno nelle Classiche del Nord.

Il secondo record è condiviso con il resto del gruppo. Le paure che hanno spinto gli organizzatori a inserire una chicane appena prima dell’ingresso nella Foresta di Arenberg erano giustificate, perché la velocità a questa Parigi-Roubaix ha sfiorato le stelle. Proprio come la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre, l’edizione 2024 dell’Inferno del Nord è stata quella con la velocità media più alta di sempre: 47,8 km/h contro i 46,8 dell’anno scorso.

C’è un solo record che van der Poel non è riuscito a battere, ovvero quello del margine più ampio di vittoria, detenuto da un Eddy Merckx che nel 1970 staccò gli avversari di oltre 5 minuti. Ma non ci è andato molto lontano.