Parigi-Roubaix, Van der Poel: «La chicane è ancora più pericolosa. Da Philipsen non mi aspetto favori»

Van der Poel
Mathieu Van der Poel alla partenza del Giro delle Fiandre 2024
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Mathieu Van der Poel è l’uomo da battere alla Parigi-Roubaix, e in questi giorni ha fatto parlare di sé per il suo commento su “X” riguardo alla chicane inserita prima della Foresta di Arenberg. «È uno scherzo?», ha affermato osservando il video della ricognizione sulla deviazione. Nella conferenza stampa tradizionale che anticipa il grande evento, il campione del mondo ha avuto modo di argomentare meglio la sua posizione.

«È positivo che la gente provi qualcosa, ma non credo questa sia la strada giusta. E anche introdurre la chicane nella settimana prima della gara non è una buona cosa. Non mi sento molto a mio agio nel gruppo verso la Foresta, ma cambiare per il gusto di cambiare qualcosa non è sempre la cosa migliore da fare».

Quale potrebbe essere dunque una soluzione? «Potremmo arrivare dalla direzione della chicane, già sarebbe meglio. Adam Hansen, presidente del sindacato dei corridori, mi ha inviato ieri un messaggio con le opzioni per i prossimi anni. Sembra buono, ma attualmente quella deviazione rende il percorso ancora più pericoloso. Ora è un imbuto a 180 gradi. Mi aspettavo più una chicane larga, come in Formula 1».

Il campione del mondo ha continuato ad argomentare. «Io voglio solo dare la mia opinione, poi cercherò di vincere con o senza la chicane. Se la maggioranza pensa che così sia meglio, allora mi adeguerò».

Riguardo alla terribile caduta di ieri al Giro dei Paesi Baschi. «È sempre scioccante vedere i tuoi colleghi cadere in questo modo. Conosco abbastanza bene alcuni dei corridori rimasti coinvolti. Tutto sommato possiamo ritenerci fortunati che sia finita così. Poteva andare peggio. Ci assumiamo i rischi da soli e questo è il problema più grande. Tutti vogliono essere davanti al momento giusto e questo non è possibile. La velocità è molto elevata e con il rapporto giusto puoi comunque pedalare anche se stai già a 70 km/h. Questo rende il ciclismo stressante. Anche la radiolina è necessaria per la sicurezza, ma causa stress ulteriore».

Ci sono poi aspetti che non si possono cambiare, come l’abbigliamento. «I corridori sono poco protetti. Cadere a quella velocità senza protezioni non è il massimo. Ma il ciclismo è uno sport che non sarà mai completamente sicuro, a volte bisogna essere anche fortunati. L’anno scorso al Tour c’è stato un arrivo in un circuito. Per me quello è stato uno degli arrivi più pericolosi che abbia mai affrontato».

Van der Poel sulla gara di domenica

Van der Poel correrà domenica alla Parigi-Roubaix dopo quattro giorni in Spagna. «Il mio corpo si stava ancora riprendendo questa settimana dopo il Giro delle Fiandre. Non ho pedalato lunedì, ma ho apprezzato il bel tempo spagnolo e tre giorni di allenamento. Normalmente questo non sarebbe stato necessario per Roubaix, ma ho ancora delle gare questa primavera e voglio mantenermi in forma».

Sulla strategia con Philipsen. «Dobbiamo ricreare una situazione del genere come lo scorso anno che possa essere vantaggiosa per entrambi. Abbiamo le carte in regola per giocarci la vittoria con un gruppo ristretto e a nessuno piace arrivare al traguardo con Jasper. Ma arrivarci non sarà così facile».

La Roubaix è una gara diversa dal Giro delle Fiandre. «Alla Ronde è più facile che i più forti facciano la differenza, alla Roubaix serve più fortuna. Noi dell’Alpecin-Deceuninck siamo comunque la squadra da battere. Se mi aspetto il favore ricambiato da Philipsen? No, non faccio certe cose per un ritorno. Scelgo cosa fare in base al momento e se arriviamo insieme ce la giocheremo allo sprint».