Perché nessuno parla di Van Gils?

Van Gils
Van Gils al Tour de France 2023 (foto: Instagram).
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Sono tanti gli spunti di riflessione che la Milano-Sanremo 2024 ci ha offerto. Senza nulla togliere alle giustissime disquisizioni sulle tattiche della UAE di Tadej Pogacar, o sullo splendido clima di collaborazione in casa Alpecin o ancora sulla sfortuna di Filippo Ganna (se non avesse avuto quel problema, chissà…), vale la pena di soffermarsi su una pedina che — in una scacchiera così complessa ed elettrizzante — rischia di essere trascurata: Maxim Van Gils.

Perché tenere presente questo ventiquattrenne belga? Anzitutto per la straordinaria prestazione sanremese: un settimo posto alla Classicissima è già di per sé un risultato notevole, ma lo è ancora di più per chi non ha alle spalle una grande squadra; ricordiamo infatti che la sua Lotto Dstny è una Professional (e non stupisce che la squadra abbia fatto di tutto per prolungare il suo contratto fino al 2026). Nessuno si aspettava di leggere il suo nome in mezzo a campioni del calibro di Pedersen, Mohoric, Alaphilippe o van der Poel, anzitutto perché, fino all’inizio di quest’anno, il suo ciuffo biondo non si era mai fatto particolarmente notare, eccezion fatta per un podio a una tappa dell’ultimo Tour de France.

Da zero (o giù di lì) a cento nel giro di poche settimane. Van Gils ha iniziato col turbo la stagione 2024, prima aggiudicandosi la Vuelta a Andalucia (seppur in versione “ridotta”), poi salendo sul terzo gradino del podio alla Strade Bianche e centrando ora la Top Ten alla Milano-Sanremo dove, tra l’altro, ha già piantato la bandierina dell’ambizione: «Tornerò mai per vincere? Naturalmente».

Un nome che, date le premesse, bisognerebbe segnare. Patrick Lefevere lo ha già fatto…