Milano-Sanremo, Pedersen: «È una corsa noiosa, ma non la cambierei»

Pedersen
Mads Pedersen (foto: A.S.O./Ceusters).
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Sono ore di tensione per i corridori che sabato si sfideranno nei quasi trecento chilometri della Milano-Sanremo. Mads Pedersen è uno di loro perché sa che, mai come quest’anno, ha tutte le carte in regola per vincere la prima Monumento della stagione. Sesto lo scorso anno, sesto anche l’anno precedente: queste le uniche sue due partecipazioni. L’obiettivo è chiaramente migliorarsi.

«Penso di stare bene, finora le cose sono andate per il verso giusto. Quando sono al via di una corsa provo sempre a vincere, sono più concentrato. Non ho cambiato nulla nella preparazione e nel calendario, le corse sono quelle, i training camp anche, ciò che è cambiato è la mia filosofia, sento di potermela giocare. Per questo voglio crederci, sabato sarò al via con ambizioni».

Per un corridore come Pedersen è bene che nessuno scappi da lontano, meglio uno sprint a ranghi ristretti. «Non ha senso provare a inventare prima per un corridore come me. La Sanremo è una corsa che si decide sul Poggio e nei chilometri immediatamente successivi che portano a via Roma. Il mio obiettivo è cercare di restare con i migliori, ma non ho disegnato alcuno scenario nella mia testa».

La Milano-Sanremo è sempre stata considerata una classica per velocisti, ma la storia insegna che non sempre si termina con lo sprint. «Il ciclismo è cambiato, corridori come Tadej Pogacar possono ribaltare qualsiasi pronostico. Lo scorso anno sono arrivati in quattro a giocarsela, facendo fuori tutti i velocisti. Sicuramente adesso si adatta di più alle mie caratteristiche: sono migliorato in salita e rispondere sul Poggio è possibile».

In molti la considerano una corsa noiosa, Pedersen è tra questi. «Sì, è parecchio noiosa per cinque ore e mezza. In queste ore però devi restare concentrato, per quello è molto impegnativa. Se il percorso dovrebbe cambiare a mio avviso? No, deve restare così. È una Monumento e la bellezza di questa corsa è dovuta anche alla sua particolarità».

La sua Lidl-Trek si presenta con più carte da giocare. Non solo il danese può far bene sul traguardo di via Roma. «La squadra è forte, perché non ci sono solamente io. Non dimentichiamo che Jasper Stuyven ha già vinto la Classicissima e sa come gestire l’impegnativo finale. Siamo cresciuti tantissimo e in pochi anni possiamo essere tra i tre migliori team al mondo».