Dal ciclismo su pista allo spazio: Christina Birch si laurea alla NASA

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La carriera ciclistica di Christina Birch è durata pochi anni, dal 2018 al 2020. Eppure, in soli due anni, Birch è arrivata dove altre atlete non riescono ad arrivare neanche dopo anni di duro allenamento. Nel 2018 si qualifica con la nazionale statunitense per gareggiare in squadra all’Olympic Training Center di Colorado Springs. Da lì in poi vince tre medaglie dei Campionati del mondo nell’inseguimento a squadre e nelle gare di Madison, e arriva fino alla selezione finale delle gare per le Olimpiadi di Tokyo 2020. Il talento in sella non manca, ma il 21 dicembre 2021 arriva una chiamata importante: il Gruppo 23 della NASA la seleziona come candidata astronauta, e nel gennaio 2022 inizia l’addestramento di base al Johnson Space Center di Houston.

Dopo due anni di formazione in passeggiate spaziali, robotica, sistemi della stazione spaziale e altro ancora, Birch fa ora ufficialmente parte del “Team NASA“. Lei e altri nove astronauti — appartenenti alla classe “The Flies” — hanno ricevuto martedì scorso le spille cerimoniali della NASA che certificano la loro idoneità al volo spaziale. «So che tutti i “The Flies” provano un grande senso di responsabilità ed entusiasmo per ciò che verrà dopo» ha dichiarato la campionessa statunitense. «Ci sentiamo pronti».

In quanto astronauta della NASA a tutti gli effetti, Birch è pronta per essere inviata sulla Stazione Spaziale Internazionale, o per essere lanciata in missioni sulla Luna e potenzialmente per studiare le missioni su Marte. «È sempre stato il mio sogno da bambina, ma non pensavo potesse succedere davvero» racconta l’astronauta a «Velo».

L’ex pistard dell’Arizona ha coniugato la sua ricerca dell’eccellenza accademica con la ricerca del successo in pista per la maggior parte del tempo in cui è stata parte del team di USA Cycling. Infatti, in parallelo con l’attività ciclistica, Birch ha conseguito tre lauree e un dottorato in ingegneria biologica presso il Massachusetts Institute of Technology. Solo nel 2018 si era presa un anno sabbatico dall’impegno universitario per correre a tempo pieno e alla fine guadagnarsi un posto nella lunga lista del Team USA per Tokyo 2020.

«Sei qui perché sei eccezionale» ha detto l’amministratore associato della NASA Jim Free alla cerimonia di martedì scorso. «Vi chiediamo di sedervi sulla punta di un razzo e di rischiare la vita per portare avanti l’obiettivo della nostra nazione: esplorare l’ignoto».