Processo Antonelli, la mamma di Michael in aula: «Un’agonia di 841 giorni»

Michael Antonelli aveva 18 anni il giorno dell’incidente
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Straziante la deposizione in Tribunale a Pistoia, di Marina Mularoni, la mamma di Michael Antonelli, il corridore sanmarinese della Mastromarco Sensi Nibali morto in conseguenza del terribile incidente in cui rimase coinvolto il 15 agosto 2018, durante la Firenze-Viareggio. Michael aveva 18 anni.

«Nessuno si meritava una sofferenza come quella che ha passato mio figlio – ha detto in aula la mamma di Michael – Da quel momento non si è più ripreso. Sono stati 841 giorni di agonia, tra ospedali e a casa, fino alla sua morte. Il mio Michael ha sofferto tanto, e insieme a lui tutti noi. Il più piccolino dei due fratelli mi chiede ancora tutti i giorni dov’è, perché non c’è più. Michael è sempre con noi, pensiamo sempre a quanto ha sofferto».

Uno strazio difficile anche da raccontare. «Penso a quel “Ti voglio bene” che mi ha detto quella mattina prima della gara. La nostra vita è cambiata completamente: il mio compito è diventato quello di rimanere vicina a Michael, tutti i giorni, perché Michael aveva bisogno di tanto, perché da solo non ce la faceva. E se non c’ero io, c’era solo il fratello Mattia, che aveva 16 anni, l’unico che poteva accudirlo, gestire le sue crisi epilettiche. Ci siamo ritrovati nella disperazione».

Michael era sulla discesa del Monte Oppio, sulla Regionale 66. Stava affrontando una curva stretta quando davanti a lui, all’improvviso, si aprì una porzione di strada senza alcuna protezione e precipitò in un dirupo. Fu ricoverato a Careggi in prognosi riservata.  Morì il 3 dicembre 2020 per insufficienza respiratoria acuta da covid in un soggetto ormai fragile.

Sotto processo, imputati di omicidio colposo ci sono il direttore di gara Rodolfo Gambacciani, 71 anni, di Prato, e Gian Paolo Ristori, 82 anni, di Firenze, presidente della società organizzatrice. I legali di parte civile sono gli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi di Rimini, che assistono Marina Mularoni e Mattia Antonelli, la madre e il fratello di Michael e l’avvocato Flavio Moscatt, anche lui del foro di Rimini, che rappresenta il padre del campione, Luca Antonelli. A difendere gli imputati è Nuri Venturelli, legale della Federazione ciclistica italiana.

Piuttosto singolare, dal momento che per statuto la FCI dovrebbe tutelare i suoi tesserati, dunque anche i corridori. E che la condotta che si contesta agli imputati – per quanto da provare proprio in quella sede – è la violazione delle regole che vigono da decenni in tema di sicurezza in competizione, e dunque la FCI dovrebbe semmai essere parte offesa di questa condotta.