George Bennett: «I quattro fenomeni non lavorano più di noi, hanno una genetica irreale»

Bennett
George Bennett, ancora Jumbo-Visma, esulta a Cambridge sul traguardo della gara in linea dei campionati neozelandesi su strada 2021 (foto: Twitter/Team Jumbo-Visma)
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Quanti sono i corridori del gruppo che possono vantare di aver corso in entrambe le due migliori squadre al mondo? George Bennett era nella Jumbo-Visma quando l’UAE Team Emirates vinceva i due Tour de France, ed era con l’UAE quando li ha vinti la Jumbo. Ora il corridore neozelandese, campione nazionale nel 2021, milita nella Israel-Premier Tech al cospetto di Chris Froome che, senza Bennett, ne ha vinti quattro di Tour.

Correndo per diverse stagioni al fianco di veri e propri fenomeni, Bennett può ora assicurare che il loro talento è pura genetica. In un’intervista a Rouleur ha detto: «Potresti trovare un ciclista che lavora più duramente di questi ragazzi e comunque non sarà altrettanto bravo. Conosco molto bene alcuni della classifica generale e ho dovuto sedermi al tavolo con loro e assicurarmi che finissero la colazione perché sono così nervosi prima di una gara, poi vanno e vincono il Tour de France. Non sono mentalmente indistruttibili, hanno semplicemente una genetica irreale. Non sto dicendo che non lavorino duro, ma non è che i quattro migliori ciclisti al mondo siano i quattro che lavorano più duramente».

Campioni che lottano per la maglia gialla al Tour, per la rosa al Giro, per la rossa alla Vuelta, non possono permettersi di trovarsi in un ambiente sconveniente. Bennett sostiene che questi corridori debbano sentirsi completamente a loro agio nel team, senza sentire le pressioni degli accordi con gli sponsor, le decisioni sul personale e sulla loro gestione, che sono comunque una parte cruciale della vita del professionista.

Ed è forse la quantità di “superstar” presenti nell’UAE Team Emirates che hanno privato George Bennett di dire la sua nelle due stagioni con il team di Pogacar. «Ciò a cui ero veramente abituato prima di unirmi all’UAE (quindi con la Jumbo-Visma, ndr) era prendere di mira gli eventi e andare ad allenarmi in quota per poi ottenere il risultato. Negli ultimi anni è stato più come: vai qui, poi vai là. Non c’è molta struttura e ci sono più cambiamenti dell’ultimo minuto. Il mio motore può essere abbastanza buono, ma è anche fragile. Non ho gestito molto bene il carico di molte gare: questa è una mia debolezza, devo essere più robusto. È qualcosa su cui sto lavorando».

Ma nell’UAE del 2022 e del 2023 non c’era solo Pogacar: c’erano anche Brandon McNulty, Adam Yates, Juan Ayuso e João Almeida. Gregari affidabili come Bennett erano molto richiesti in tante gare, così che lui era chiamato a partecipare senza l’aspettativa di vittoria. Piuttosto ci si aspettava che in quei due anni, dove al di là dei campionati nazionali non ha riscosso più che un secondo posto alla Vuelta a Castilla y Leon del 2022, proteggesse i leader.

Lombardia
George Bennett, Jakob Fuglsang, Remco Evenepoel sul Muro di Sormano al Giro di Lombardia 2020

Un cambiamento era diventato necessario: l’opportunità l’ha trovata nella Israel-Premier Tech, quella squadra che si diceva prendesse i corridori ancora buoni ma a fine carriera. Falso mito, perché in squadra ora si possono contare diversi giovani. Con la nuova squadra tonerà ad un piano di allenamento simile a quello che seguiva con la Jumbo. Per intenderci, l’allenamento che fu fondamentale per vincere Gran Piemonte e arrivare secondo al Lombardia nello stesso anno, il 2020.

E i frutti del piano di allenamento stanno già per essere raccolti: durante i test di potenza Bennett ha potuto notare che la sua forza sia «decisamente migliore di quanto non sia mai stata». Il merito Bennett lo attribuisce alla lungimiranza dello staff di Israel-Premier Tech per aver fatto sì che il team fosse aggiornato sui protocolli di test. «In Israel sono entrato in un ambiente in cui ho già effettuato un’enorme quantità di test con attrezzature speciali. Stiamo facendo le stesse, se non di più, delle specifiche Jumbo. Abbiamo messo in atto protocolli di fascia alta per prestazioni, alimentazione, aerodinamica, attrezzatura, allenamento, altitudine, tutto».

Il supporto da parte del team verso Bennett e gli altri corridori non riguarda solo l’attività fisica, ma anche le relazioni familiari, fondamentali per rendere l’atleta sereno e ottenere prestazioni migliori in gara. Il neozelandese, infatti, ammette a Rouleur di aver notato che la squadra lo incoraggia attivamente a trascorrere del tempo con la sua famiglia nel suo Paese. E con queste motivazioni si dirige verso un 2024 in cui tenterà di vincere delle tappe nei grandi Giri, siccome negli ultimi anni non ne ha avuto la possibilità.