EF Education-EasyPost, dopo i periodi bui l’ottimismo di Vaughters: «Saremo uno dei migliori team al mondo»

Tour de France
La EF-Education First al Tour de France 2021 (foto: A.S.O./CharlyLopez)
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Dopo aver sfiorato la chiusura nel 2017 e la perdita della licenza World Tour nel 2022, la EF Education-EasyPost sta finalmente avendo un momento di respiro in cui può per ora sentirsi al riparo da pericoli imminenti. Ai vertici, Jonathan Vaughters dichiara che l’obiettivo adesso è portare la squadra ad essere tra le migliori al mondo.

«Questo è stato il primo inverno in cui abbiamo potuto costruire sulle fondamenta che avevamo gettato nel 2019 – spiega il direttore generale a GCN – Quell’anno avevamo vinto il Giro delle Fiandre (quello di Bettiol, ndr) e tappe in tutti e tre i grandi Giri. A quel punto, il passo successivo era diventare una delle migliori squadre del lotto, ma poi si è messo di mezzo il Covid e abbiamo dovuto lasciare da parte le ambizioni. Ora, per il 2024, è fare un nuovo passo avanti e rafforzare tutta la struttura, in modo da tornare sulla strada del 2019. Di conseguenza, l’obiettivo è nuovamente diventare una delle migliori squadre al mondo».

Per raggiungere questo obiettivo la squadra ha puntato sui giovani per formare un team dinamico. «Stiamo iniziando a reclutare i giovani in modo molto più metodico e scientifico. E stiamo iniziando a supportarli in maniera più mirata e creativa. Abbiamo ora un organico molto più robusto, i talenti che abbiamo preso sono davvero di prim’ordine. Ci vorrà del tempo per sviluppare il loro potenziale, ma le componenti ci sono tutte. Probabilmente, per i primi due anni passeremo da vittorie inaspettate a fallimenti altrettanto inaspettati. Rimbalzeremo un po’, prima che le cose si sistemino del tutto».

In squadra però non ci saranno solo giovani ma anche corridori con alle spalle una grande esperienza e con loro si punterà ai risultati. «Siamo molto ambiziosi per le Classiche delle Ardenne. Abbiamo Ben Healy, che ci crede molto, ma abbiamo un raggio di opzioni molto ampio, con Richard Carapaz, Neilson Powless e altre armi. Abbiamo sicuramente molti modi a disposizione per vincere quelle corse. Il Giro d’Italia? Inizialmente, volevamo fare classifica con Healy, ma lui ha la mentalità di uno che vuole vincere e preferisce gettarsi nelle fughe che non cimentarsi nel gioco della classifica generale».