Plugge e la Champions del ciclismo: «Gli altri sport ci superano, dobbiamo guardare al futuro»

Vuelta
Il gruppo in gara (foto: SprintCyclingAgency)
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Il progetto One Cycling, venuto alla luce qualche mese fa, sembra attualmente in stallo. La nuova lega del ciclismo professionistico, simile alla Superlega calcistica e appoggiata da Visma-Lease a Bike, Soudal-QuickStep, Ineos-Grenadiers ed EF Education-EasyPost, probabilmente non si farà, ma continuano ad emergere i dettagli del progetto. Richard Plugge della Visma è tornato infatti a parlare della Champions League del ciclismo in un’intervista a De Tijd.

«Lo scopo di One Cycling è guardare avanti. Non ci rendiamo conto che le altre forme di intrattenimento, ovvero gli altri sport, sono i nostri competitor. Non gli avversari delle altre squadre o gli organizzatori. Sono il calcio, il basket, la Formula 1 e il tennis: i giovani si avvicinano ad altri sport e non al ciclismo».

È per questo motivo che Plugge vorrebbe realizzare un calendario ben organizzato con un numero di eventi mirato e limitato. «Ora ci sono 180 giorni di gare nel WorldTour dove cambiano continuamente i corridori. Questo rende difficile fare di loro delle celebrità. Serve un circuito unificato che serve ad attrarre sponsor al di fuori del nostro sport, come Heineken in Formula 1 o in Champions League».

Importante anche il ruolo dei media in One Cycling. «Potremmo guadagnare di più unendo i diritti televisivi. Le grandi corse come il Tour o il Giro si fanno pubblicità in quelle tre settimane di gara con un flusso di tweet e notizie altissimo, poi però al termine della gara crollano. Dobbiamo far diventare il ciclismo una fabbrica mediatica 24 ore su 24, questo ci aiuterebbe a crescere come marchio».

Ciò garantirebbe benefici anche l’UCI. «Il ciclismo ha bisogno di un’organizzazione che stabilisca le regole, ma l’UCI non è un’organizzazione commerciale che quindi deve affidarsi a una società, proprio come accade in F1 con Liberty Media».