Aveva ragione Eli Iserbyt a dire che le favole sono finite, «mi sono raccontato per anni che un giorno avrei battuto van der Poel e van Aert, ma erano solo favole, loro sono di un’altra categoria». Che facciano molto ciclocross o meno (quest’anno entrambi sembrano aver optato per un programma ridotto, soprattutto il belga), quando sbarcano nel fango per gli altri sembra non essercene più. Wout van Aert ha debuttato una settimana fa a Essen, vincendo subito. Oggi è tornato il suo miglior nemico, il campione del mondo Mathieu van der Poel, e ha dominato il cross di Herentals, correndo da solo in testa dall’inizio alla fine, proprio a casa di van Aert (che però non c’era).
«È bello essere tornato. Questo sport è il mio primo amore fin da quando ero ragazzino. Mi piace guidare da solo e scegliere le mie traiettorie di corsa. Le prossime due gare saranno molto più ravvicinate di oggi», ha detto felice Mathieu, al successo numero 150 da élite nel ciclocross. Non c’è stata partita nel Trofeo X2O. Il campione del mondo ha dominato dall’inizio alla fine nel suo primo cross della stagione. «In realtà è andata abbastanza bene fin dall’inizio. Mi sono ritrovato presto da solo, ho avuto subito un bel vantaggio. Dopodiché è stata un’ora piuttosto lunga».
Il piano era quello di fare la differenza nella gara d’apertura? «Mi sentivo abbastanza forte e sapevo che lo Ski Mountain era il punto più difficile del circuito. E mi sono sentito bene, quindi ho subito preso il ritmo giusto, il mio ritmo. È stato noioso correre da solo per un’ora? Certamente no, mi sono divertito. C’è stato solo un momento di disattenzione, quando sono caduto a terra. Ma a parte questo è stato bello essere tornato. Mi piace farlo: pedalare al mio ritmo, scegliere le mie linee. Quindi è stato divertente. Mi sono allenato a lungo per tornare lì ed è bello avere subito conferme», ha aggiunto il fuoriclasse olandese che in mattinata aveva raccontato di essersi allenato soprattutto su strada nelle settimane in Spagna, e davvero poco sulla bici da cross.
Per i numerosissimi spettatori non è stato un cross entusiasmante, così senza storia, e se ne è accorto anche il campione del mondo. «Ma soffro abbastanza durante l’allenamento. Quindi faccio semplicemente quello che mi viene più facile in gara. Sicuramente non sarà così ad ogni cross, probabilmente avremo delle sfide emozionanti nel periodo natalizio, almeno credo».
In attesa di vedere i due eterni rivali – van der Poel e van Aert – uno di fronte all’altro, la prossima settimana, godiamoci il fiorire della stagione di ciclocross. Anche perché non ci sono soltanto i due Van: Tom Pidcock, anche lui al debutto stagionale, secondo a 27 secondi dalla maglia arcobaleno, ha confermato che al cento per cento non ha intenzione di correre i Mondiali di ciclocross, come lo stesso van Aert. «Sono un po’ sorpreso», ha detto (in fiammingo, dimostrando grande rispetto per il pubblico di casa) il ragazzo dello Yorkshire durante l’intervista dietro il podio. «Il secondo posto è bello, sono felice. È stato il mio miglior primo cross. Non so perché, ma è stato bello. Ho dovuto trovare la mia strada durante i primi due o tre round. Lentamente ma inesorabilmente sono arrivato in testa».














