Palazzo Trentini, nel cuore della città, è un appuntamento irrinunciabile per tutti i campioni che hanno partecipato alla presentazione del Giro d’Italia alla Festa dello Sport. Ad accogliere i corridori un Ernesto Colnago in grande forma che, ancora capace di emozionarsi a 91 anni davanti ai suoi amati ciclisti, spara aneddoti e ricordi a raffica. Ricorda quando Squinzi, alla vigilia della Roubaix di Museeuw, lo chiamò a mezzanotte per chiedergli di rinunciare al carbonio scaricando ogni responsabilità su di lui in caso di rottura. «Passai la notte in bianco…».

Ricorda gli anni di Del Tongo e Saronni, ma anche i suoi rapporti con la Russia, la Polonia, la Germania dell’Est quando il ciclismo di quei Paesi veniva relegato nel dilettantismo. Ricorda i suoi rapporti con Montezemolo che gli hanno permesso di attingere all’esperienza Ferrari per progredire con le sue grandi intuizioni. Resta tutto il giorno nella mostra ad accogliere i visitatori e non rinuncia a stringere mani o a raccontare qualcosa anche ai visitatori che si avvicinano a lui con grande rispetto ed emozione.
Nelle sale di Palazzo Trentini sono esposte le 18 biciclette più iconiche: dalla storica bici di Saronni al Giro d’Italia a quella vincente di Pogacar al Tour, da quelle di Bartoli a Rominger, da Museeuw a Bettini.














