
Seconda tappa del Giro d’Italia Ciclocross nello storico parco del Rivellino, ai piedi della rocca di Osoppo! La corsa, organizzata dalla Jam’s Bike Team Buja in memoria dell’indimenticato Jonathan Tabotta, con la preziosa e consolidata collaborazione dell’ASD Romano Scotti e il solido sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, si è rivelata come sempre ricca di spettacolo.
La gara degli uomini
Corsa ad alta tensione, giocata su filo della resistenza psicologica oltre che sulle gambe. Ritmo altissimo con giri del circuito che sono arrivati anche a sfiorare i 7’30” e soprattutto ampie fasi di confronti a distanza. Lotta di nervi e di muscoli, lo deve aver capito subito Federico Ceolin, in maglia rosa (Bibione Racing Team), che al secondo giro ha rotto gli indugi credendo di trascinare qualcun altro in fuga. Un invito che è caduto nel vuoto, d’altronde è sempre raro vedere una maglia rosa che attacca sin da subito, cominciando così un lungo confronto a distanza, una sorta di elastico tra i 40” e i 25” sul gruppo inseguitore composto da Gioele Bertolini (FAS Guerciotti Premac), Samuele Scappini (FAS Guerciotti Premac), Antonio Folcarelli (Folcarelli Racing Team) e la maglia bianca Luca Paletti, con un indomito Filippo Agostinacchio in continua rincorsa a causa di un problema meccanico che l’ha tagliato fuori dal primo gruppetto.
Situazione sostanzialmente invariata dal secondo al sesto giro e così, se Ceolin può confermare la rosa in perfetta solitudine, i posti d’onore sono regolati allo sprint, con Bertolini e Folcarelli che staccano Paletti nelle ultime curve e arrivano nell’ordine.
La gara delle donne
Gara caratterizzata dai colori friulani e, in particolare, quelli della Comunità Collinare. All’avvio sprint della padrona di casa Asia Zontone (nuovamente in maglia Jam’s Bike), ha risposto subito la majanese Sara Casasola (FAS Guerciotti Premac), che dopo un primo giro di studio si è involata in una lunghissima cavalcata solitaria sino al traguardo, mantenendo a debita distanza (invero in crescendo giro dopo giro) un gruppetto di agguerrite inseguitrici pilotato da Eva Lechner e Lucia Bramati (Alè Cycling Team) e da Carlotta Borello, che a un certo punto si sono come disinteressate alla vittoria di tappa per puntare dritte alla maglia rosa, considerata l’attesa di Francesca Baroni, titolare del simbolo del primato.
Con la Casasola abbondantemente in testa i riflettori si sono infatti spostati sulle inseguitrici, che non lottavano certo per il semplice piazzamento d’onore. Così, schermaglia dopo schermaglia, non riuscendo nessuna di loro a fare la differenza nel tecnico, si è risolto tutto in volata, dove la superiorità numerica e il giuoco di squadra hanno premiato Lucia Bramati e Eva Lechner (Alè Cycling), rispettivamente seconda e terza, su una ottima e mai doma Carlotta Borello (DP 66). La maglia rosa passa quindi sulle spalle di Lucia Bramati, forte dei due argenti consecutivi.












