Rigoberto Urán è da sempre un portavoce della sua Colombia: ciò che risalta all’occhio ultimamente è il calo delle prestazioni da parte dei ciclisti colombiani. Una volta, non troppo tempo fa, erano più forti degli europei numericamente e spesso anche a livello di forma.
Ciò che Urán nota è che gli europei raggiunti i 16 anni si allenano già come i professionisti, mentre in Sudamerica si lotta per il cibo. «In Europa, ovviamente, ci sono diverse soluzioni, ci sono un po’ più di soldi, la gente sta meglio, questa è la realtà, non si soffre tanta fame come in Colombia», ha detto a Revista Semana.
E poi ha continuato: «Qui in Colombia abbiamo molti bambini che non ricevono tre pasti al giorno. È molto difficile pretendere da un bambino affamato. Oggi in Europa le tecniche di allenamento si sono evolute moltissimo: rulli, biciclette, misuratori di potenza, vitamine, recupero e così via. Tutto ciò ha un costo altissimo e, ovviamente, non si può chiedere ad un bambino di avere tutte queste cose quando a casa non c’è niente da mangiare. Pensate che nel 2001 mi dissero che dovevo ingrassare. Ci ho provato con fagioli, riso e chicharrón. Oggi vediamo nutrizionisti, dietisti per bambini. Là in Europa a 18 anni sono pronti per vincere il Tour de France».














