Entro il 2030 i team WorldTour dovranno dimezzare le emissioni di carbonio o perderanno la licenza

Il grande gruppo del WorldTour a ranghi compatti nelle Classiche del Nord (A.S.O./Gautier Demouveaux)
Tempo di lettura: < 1 minuto

Inizialmente l’UCI aveva stabilito che i team WorldTour dovessero dimezzare le loro emissioni di carbonio entro il 2027, ora si parla del 2030. Il dibattito si era sollevato quando a luglio la testata Cycling Weekly aveva pubblicato un’intervista al presidente dell’organizzazione, Lappartient, in cui dichiarava che entro il 2027 i team dovevano ridurre le loro emissioni del 50% (rispetto al 2019) fino ad azzerarle nel 2030.

Le squadre si sono ritrovate spiazzate e senza i mezzi per poter raggiungere in tempi così brevi l’obiettivo. L’UCI ha allora fatto sapere che le emissioni dovranno essere dimezzate entro il 2030 e non nel 2027, ci sono quindi 3 anni in più di margine.

«Forse non sono stato chiaro in quello che ho detto la prima volta – dice Lappartient – Vogliamo fare entrambe le cose: ridurre le nostre emissioni del 50% nel 2030 ed essere anche carbon neutral. Metà del viaggio è nel 2027 e non sarà obbligatorio ma una specie di meta. Ma nel 2030 si passa da obiettivo a obbligatorio. Farà parte del programma di licenza. Oggi, la commissione delle licenze deve verificare se le squadre hanno una garanzia salariale, hanno abbastanza soldi per pagare i corridori e lo staff, il livello sportivo della squadra è abbastanza buono, se le loro misure antidoping sono forti, e nel 2030 dovranno ridurre le proprie emissioni del 50% ed essere carbon neutral. Questo sarà un altro punto obbligatorio sulle specifiche per essere un team WorldTour nel 2030».