Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Italia Ciclismo, fa il punto in chiusura delle prove dei mondiali di Glasgow. Con la gara in linea Donne di domenica 13 agosto si è conclusa la rassegna iridata ed è possibile fare un raffronto con l’anno passato. «In confronto all’anno scorso non possiamo ritenerci soddisfatti. I tanti quarti posti ottenuti ci fanno capire che siamo lì, nonostante lascino l’amaro in bocca. A volte siamo anche stati sfortunati. Penso che per la pista ci sia bisogno di lavorare in modo più determinato».
In che senso?
«Avere più tempo per prepararci a Parigi: è alla nostra portata e dobbiamo crederci. Purtroppo, con le ragazze in particolare, abbiamo il problema che sono impegnate in diverse discipline: strada, pista, ciclocross. In questo modo dobbiamo cercare di gestirci meglio con le disponibilità che le società ci accordano. E alle istituzioni».
A cosa fai riferimento?
«Alla situazione velodromi che è molto pertinente anche al bilancio finale dei mondiali. Noi siamo veramente panalizzati ad avere soltanto Montichiari, che al momento è fruibile solo dalla Nazionale. Anche per la Bmx ne abbiamo solo una di pista olimpica. Speriamo che la situazione si sblocchi per rendere questo sport più accessibile a tutti».
Ancora riguardo la pista ma questa volta femminile: il nuovo ct Marco Villa ha trovato difficoltà dopo tanti anni di conduzione tecnica di Salvoldi?
«Lui non ha stravolto niente, ha trovato un lavoro già fatto bene dall’ex ct delle donne. Il problema di quest’anno è che non ha mai avuto la possibilità di avere a disposizione le ragazze per un periodo adeguato, addirittura penso che il quartetto al completo non abbia mai provato insieme. Le squadre WorldTour hanno un calendario intenso e quindi spesso sono loro le prime che non ci lasciano le atlete».
E per quanto riguarda la strada?
«Guardando l’ordine di arrivo delle ragazze si può dire che ci sia un po’ di delusione. Sarebbe stato bello anche solo trovarsi nella fuga dall’inizio di giornata e da lì gestire in modo diverso la corsa».
I ragazzi invece ci hanno fatto segnare con Bettiol, ma il livello anche lì era altissimo.
«Alberto era rimasto molto deluso l’anno scorso quando non era riuscito a stare dietro a Evenepoel. Quest’anno si è detto che sarebbe saltato rischiando prima piuttosto che non provarci. Ha fatto bene, però se ci fossero stati altri compagni dietro sarebbe cambiata tutta la fisionomia di gara».
Tra gli Under 23?
«Tanta sfortuna. Milesi fortissimo oltre che nella crono anche in linea, ma la strategia dell’ultimo chilometro e mezzo è stata un po’ sbagliata».












