
Per chi la conosce non c’è niente di incredibile: Elisa Longo Borghini vuole vincere, e vince, in tutti i modi possibili. Vedere che ci riesce anche in volata, al fotofinish, sul traguardo di Comano, non è che l’ennesima dimostrazione di quanto la fuoriclasse della Trek-Segafredo sia immensa. È il suo undicesimo titolo italiano: il quarto in linea, poi bisogna metterci i sette a cronometro, compreso quello conquistato l’altro giorno qui in Trentino. Longo Borghini succede alla sua compagna di squadra Elisa Balsamo, quest’anno ancora ferma per recuperare dal brutto infortunio al volto. L’altra sua compagna, Gaia Realini, è la campionessa italiana Under 23. “Negli sprint sono migliorata tanto, soprattutto per il modo in cui li interpreto: per questo devo molto a Jacopo Mosca, il mio compagno, che a forza di volate in allenamento ai cartelli stradali mi ha fatto crescere anche in questo fondamentale. Ieri ho guardato la volata di Velasco e ho capito che per vincere avrei dovuto fare qualcosa di simile: arrivare da soli era possibile, ma difficile. Avevo questa volata in mente. All’ultimo chilometro mi sono detta: parto e me le mangio tutte. Stavolta ho avuto ragione io.”

Unica, e non soltanto nel modo di interpretare le corse. Secondo successo in tre giorni: non c’era modo migliore per chiudere l’esperienza dello sponsor Segafredo. “Siamo felici di aver regalato a Segafredo Zanetti un’ultima grande soddisfazione: è uno sponsor che ha fatto molto per noi. Oggi eravamo solo in tre, Gaia, Ilaria Sanguineti ed io, ma abbiamo corso con grande generosità. Ilaria ha dato tanto nella prima parte di gara, Gaia è stata splendida e avrebbe meritato anche lei il Tricolore Elite,” ha aggiunto Longo Borghini.

“Sono felice, è una giornata da incorniciare – ha detto Elisa – Ho vinto in volata, io che non sono una specialista, anche se sono migliorata tanto. Dopo gare così lunghe e impegnative, la volata diventa una questione di energie più che di specializzazione. Per questa ragione sulla salita ho lasciato spazio a Gaia (Realini), mentre io mi sono focalizzata sullo sprint. Ho fatto la volata come Velasco sabato, e mi è riuscito. Undici maglie tricolori? La maggior parte è a casa dei miei genitori che le hanno in ostaggio. Dedico questa vittoria a Jacopo (Mosca, anch’egli corridore della Trek-Segafredo, che diventerà suo marito a fine stagione, ndr), alla mia famiglia e alle persone che mi aiutano ogni giorno”.













