GIRO D’ITALIA 2023 / Vegni, furioso, denuncia l’impotenza degli organizzatori in tema Covid

Vegni
Mauro Vegni, direttore del Giro d'Italia
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Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, è particolarmente arrabbiato per la situazione che la corsa rosa sta vivendo.
«Temo – afferma – che l’Uci abbia cancellato troppo rapidamente e con eccessivo ottimismo l’allarme Covid. Se vedete, in tutte le corse si sono verificati casi di positività e noi organizzatori siamo completamente tagliati fuori. Non siamo tenuti ad essere informati. Veniamo a conoscenza delle cose dalle notizie stampa. E’ una situazione paradossale».

Thomas ha dichiarato che Roglic gli ha confidato di continuare a correre anche se positivo.

«Ho letto anch’io questa cosa, ma non so se sia vera o meno. Non ho nessuna autorità per intervenire sulla vicenda. L’unica persona deputata a decidere se il corridore è idoneo a correre o meno è il medico della squadra. L’organizzatore ha le mani legate. Non può fare nulla».

Ma un positivo in mezzo al gruppo può essere devastante!

«Lo so bene, ma l’organizzatore non può fare nulla».

Ci sono stati già diversi casi che hanno costretto atleti ad abbandonare per Covid. Il rischio di contagio può diventare elevato il gruppo.

«Ripeto: l’Uci lascia la libera discrezione ai medici delle squadre e noi organizzatori non abbiamo nessun potere di intervento».

Ci si rimette alle decisioni dei singoli medici che possono essere anche diverse tra loro…

«Esatto. Ci può essere qualcuno che per evitare problemi ferma subito l’atleta per evitare problemi e qualcun altro che decide di rischiare ed andare avanti sperando che vada bene. Io organizzatore devo solo stare a guardare».