Hanno fatto il vuoto: dopo tre minuti il Mondiale era già un duello fra Mathieu van der Poel e Wout Van Aert. Nelle ultime 42 gare di cross a cui hanno preso parte entrambi, per gli altri si partiva dal terzo posto. E così è stato al Mondiale di Hoogerheide. Ma questa volta il belga non è riuscito a sorprendere il suo eterno rivale. È successo piuttosto il contrario. E adesso i numero dicono che in 189 duelli, 117 li ha vinti Mathieu, 50 Wout, e appena 22 il resto del mondo.
Ma i Mondiali sono 5 per l’olandese contro i 3 del suo «altro». «Mathieu è stato il corridore più forte in gara, ma questo non significa che non avrei potuto vincere. Sono deluso di non esserci riuscito», ha detto Van Aert subito sotto il podio. «Le parole di consolazione non sono necessarie. Ovviamente sono deluso, ma Mathieu mi ha messo sotto pressione dal primo minuto. La prima mezz’ora ho seriamente rinunciato a tenere il volante. Questo mi ha fatto sentire un vigliacco per il resto della gara. Era inutile per me provare a fare qualcosa perché sentivo che non avrebbe funzionato. Sono rimasto sorpreso dal fatto che Mathieu non abbia attaccato alle travi», ha ammesso anche Van Aert.
«Avevo in testa per tutta la gara che sarei arrivato secondo all’ultimo rettilineo. Ma quando mi è stato imposto, non avevo un piano già pronto. Forse avrei dovuto prendere l’iniziativa subito. Ma non l’ho fatto, sono stato un codardo, quindi è colpa mia. Ha vinto allo sprint, chapeau». Ora l’attenzione di entrambi può tornare di nuovo completamente alla stagione su strada. Van Aert vuole voltare subito pagina. «Parto per Tenerife venerdì».














