VUELTA A SAN JUAN 2023 / Riecco Bernal a un anno dall’incidente. Egan sta bene e sogna il Tour. «Ma in Italia tornerò presto!»

Egan Bernal
Egan Bernal intervistato due giorni prima dell'inizio della Vuelta a San Juan 2023
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SAN JUAN – Un sorriso timido, la mano sinistra passata più volte tra i capelli un po’ più lunghi del solito e poi via con la raffica delle domande dei giornalisti presenti alla conferenza stampa della breve corsa a tappe argentina.
Riecco Egan Bernal. Riecco il campione capace di vincere un Tour de France e un Giro d’Italia prima del drammatico incidente dello scorso anno che per poco non gli toglie la vita. Riecco un ragazzo che non vede l’ora di tornare lo scalatore più forte del gruppo…

Egan, sei pronto? Come mai hai scelto di iniziare la tua stagione qui dall’Argentina?

«Sì, sono pronto! Ho scelto la Vuelta San Juan perché reputo questa corsa un ottimo banco di prova per ricevere certe risposte. Ci sarà un buon livello di competizione e sarà un ottimo step per crescere di condizione per poi affrontare i miei prossimi impegni».

A livello fisico come ti senti?

«Mi sento bene, in crescita. Credo di essere tornato alla normalità soprattutto in questi ultimi mesi invernali e sono particolarmente ottimista e fiducioso perché le sensazioni che provo quando mi alleno in bici sono ogni giorno migliori. Se faccio un raffronto con gli scorsi mesi di gennaio posso dire che mi sento nelle stesse condizioni del gennaio 2021, l’anno del mio successo al Giro d’Italia».

E a livello psicologico, invece, come va? L’incidente ti ha lasciato addosso paure e timori?

«Sì, certamente. All’inizio raggiungendo certe velocità in discesa non potevo non pensare ai momenti drammatici di quel maledetto incidente. Ogni giorno che passa però le cose vanno meglio, molto meglio, anche dal punto di vista psicologico e il ricordo di quella terribile caduta si fa sempre più lontano e sbiadito».

Egan, che Vuelta a San Juan ti aspetti?

«Mi aspetto una corsa molto “fisica”, nervosa, combattuta. I corridori argentini corrono in casa, sono già in condizione e ci tengono molto a far bene quindi penso che saranno loro i favoriti per la classifica generale. Le sorprese comunque non mancheranno e ogni giorno sarà una sfida nella sfida».

E tu, invece, con quale spirito parti? Che obiettivo ti poni?

«Beh, il mio primo obiettivo sarà “salvarmi” nelle tappe iniziali dove si faranno velocità sostenute sin dall’inizio e dove la bagarre potrebbe creare più di un pericolo. Poi vedremo come risponderanno le gambe nella tappa dell’Alto Colorado (la quinta, ndr) che per me sarà un bel test per stendere un primo giudizio sul mio stato di forma».

Se alla fine non dovesse arrivare un buon risultato, ti preoccuperebbe?

«No. Sono molto tranquillo, non sento nessuna pressione addosso e non ho nessuna ansia di ottenere sin da subito un risultato importante. I miei obiettivi sono più avanti e adesso non devo avere fretta. Dopo un anno difficile e complicato come quello che mi sono da poco lasciato alle spalle devo restare tranquillo, consapevole che tornerò l’Egan dei giorni migliori. E’ solo questione di tempo e di fiducia».

Come sei riuscito a superare le difficoltà post-incidente e come sei riuscito a trovare la forza e la determinazione per tornare a correre in bicicletta?

«Direi che ci sono riuscito grazie alla forza che mi ha saputo trasmettere la mia fidanzata, la mia famiglia e tutti i miei cari che non mi hanno mai fatto mancare nulla. E poi, ovviamente, grazie al lavoro eccezionale dei medici che mi hanno operato e dello staff medico che mi ha seguito e sostenuto nei lunghi e intensi mesi dedicati alla riabilitazione».

Penultima domanda: sarà il Tour de France il tuo principale obiettivo della stagione, è così?

«Certamente! La maglia gialla del Tour, fino al giorno dell’incidente, era l’obiettivo principe dello scorso anno e lo è ancora adesso. Da questo punto non è cambiato nulla: il mio sogno è rivincere il Tour e sono convinto che a luglio mi presenterò in Francia al meglio della mie possibilità».

E in Italia, invece, quando ti rivedremo?

«Al momento non saprei perché ancora non ho un calendario preciso delle corse a cui prenderò parte. Certamente l’Italia resta un Paese che amo perché da voi ho tanti tifosi che mi incoraggiano e un Club che mi sostiene sempre con grandissimo calore. Sì, vi porto nel cuore e spero davvero di tornare a correre in Italia il prima possibile. Aspettatemi!».