Jakobsen, il velocista più vincente del 2022: «Quest’anno voglio conquistare più tappe al Tour e anche delle classiche»

Fabio Jakobsen in trionfo all'arrivo della seconda tappa del Tour de France 2022
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Fabio Jakobsen è stato il miglior velocista del 2022. Ma chi avrebbe potuto immaginarlo dopo il gravissimo incidente dell’agosto 2020? Più di due anni fa, il campione europeo fu vittima di una rovinosa caduta al Giro di Polonia a causa della spinta subita dal connazionale Dylan Groenewegen negli ultimi metri di un folle sprint. Nel giro di due anni Jakobsen è tornato alle gare, ha ritrovato fiducia e forma e si è imposto come il velocista più vincente del gruppo. In questa stagione ha alzato per tredici volte la braccia al cielo, toccando i punti più alti al Campionato europeo di Monaco e al Tour de France, dove ha conquistato la seconda tappa. Nel 2023 l’olandese dovrebbe partecipare di nuovo alla Grande Boucle che si svolgerà dal 1 al 23 luglio.

«L’obiettivo è di partecipare nuovamente al Tour de France. Come l’anno scorso dovrò guadagnarmi il posto sulla strada. Vorrei vincere di nuovo una tappa e segretamente sogno anche una seconda vittoria nello stesso Tour de France. Spero che nel 2023 supererò meglio le tappe di montagna», ha detto il nativo di Gorinchem durante la conferenza stampa di venerdì della Soudal Quick-Step. Come il suo compagno di squadra Remco EvenepoelFabio Jakobsen debutterà in Argentina al Tour of San Juan (22-29 gennaio). Per poi prendere parte ad alcune classiche in Belgio e alla Tirreno-Adriatico.

A chi gli chiede se pensa di essere il velocista più forte al mondo oggi, lo sprinter del “Wolfpack” risponde guardando agli obiettivi futuri. «In ogni caso, lo scorso anno sono stato il velocista con più vittorie. Nel 2023 voglio vincere di nuovo il più possibile e preferibilmente corse di alta qualità. In primavera sogno di conquistare una gara come De Panne o Gent-Wevelgem. Come velocista, questi sono gli obiettivi a cui tendere. E sarò anche alla Parigi-Roubaix. Lì voglio essere importante per i miei compagni di squadra, perché è l’unica corsa in cui posso restituire loro qualcosa. I miei occhi poi sono sul Tour quest’estate. Se ne esco bene, forse posso andare ai Mondiali di Glasgow. Sì, ho già parlato alcune volte con il c.t. della nazionale Koos Moerenhout, ma è un obiettivo ancora molto lontano».